Al via il restauro del secondo portale della Scala D’Oro di Palazzo Ducale

I coniugi Tamai sostengono una seconda sfida per salvare l’Atrio Quadrato e finanziano il recupero del portale “gemello” attraverso la vendita delle insalate a marchio “Gli Orti di Venezia”

Prosegue la collaborazione tra la Fondazione Musei Civici Venezia e l’azienda “Gli Orti di Venezia” per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città di Venezia e, in particolare, di Palazzo Ducale.
Dopo aver sostenuto il restauro del portale sommitale della Scala d’Oro, l’azienda che commercializza insalate fresche, sane e naturali a marchio “Gli Orti di Venezia” si è impegnata a garantire la copertura economica del restauro del portale “gemello” a quello del primo intervento, conclusosi in estate, collocato anch’esso nell’Atrio Quadrato, che introduce alle sale pubbliche di Palazzo Ducale.
Gli altorilievi raffiguranti avvenimenti storici e simboli di potenza, forza militare, saggezza e giustizia scolpiti sul portale sono stati esposti, per secoli, all’attacco degli agenti inquinanti atmosferici e hanno subito trattamenti manutentivi a base di olii e cere che ne hanno offuscato quasi completamente la visibilità. Così Paolo e Marina Tamai, titolari dell’azienda “Gli Orti di Venezia”, hanno deciso di supportarne il restauro destinando ad esso 10 centesimi per ogni confezione di insalata a marchio “Gli Orti di Venezia” venduta.
07L’intervento di restauro è già iniziato e consiste principalmente nella pulitura selettiva delle superfici ricche di dettagli tridimensionali, operazione minuziosa e lenta condotta mediante impacchi chimici e con l’ausilio di soli strumenti manuali. Alla pulitura si accompagneranno le consuete operazioni di verifica e revisione delle stuccature in malta deteriorate e taluni incollaggi di porzioni di rilievo in via di distacco. Il progetto di restauro è stato approvato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna. La direzione dei lavori è assunta dal Servizio Tecnico e Manutenzioni di MUVE mentre ad eseguire i lavori, che termineranno entro dicembre 2016, è la ditta veneziana Lares Srl. Impresa che ha già operato per il restauro del portale sommitale della Scala d’Oro. «Confezione dopo confezione siamo già riusciti a sostenere il peso economico del restauro di un portale come quello sommitale della Scala d’Oro a Palazzo Ducale e ora lo facciamo anche nella sua seconda parte, il portale gemello – commenta Paolo Tamai, titolare con la moglie Marina dell’azienda Gli Orti di Venezia La bontà del nostro prodotto e la nostra intenzione avevano già convinto Farinetti con il marchio Eataly a sostenerci nel primo restauro con l’inserimento delle nostre insalate in tutti gli store del gruppo, e quando si è manifestata la necessità di un recupero anche per il secondo portale, forse meno noto, ma non meno importante artisticamente, è ricominciata la sfida. Senza indugio, ci siamo offerti a garanzia della copertura economica dei lavori e nel giro di poco tempo siamo riusciti a coinvolgere la clientela della provincia di Venezia e alcuni marchi della grande distribuzione che hanno voluto le insalate Gli Orti di Venezia nei propri supermercati. Circa un centinaio di punti vendita fra cui supermercati Conad, Punto Simply, e Ipermercati del gruppo Iper Tosano di Verona. Molti ci chiedono perché facciamo tutto questo: per scelta, per la città che amiamo, con la speranza di ispirare altri a fare come noi». «La cura permanente dell’immenso corpus di apparati decorativi e architettonici, inclusi quelli apparentemente meno ‘noti’, di questo straordinario ‘scrigno’ di arte e storia che è Palazzo Ducale, – afferma Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione MUVE – rappresenta una mission e insieme una ‘sfida’ che, nel rafforzamento di partnership pubblico-private come questa, oramai sempre più imprescindibili e auspicabili, rende possibile non solo il recupero e la conservazione del nostro grande patrimonio artistico ma anche e soprattutto la sua valorizzazione». «Il recupero della prima parte del portale sommitale cinquecentesco della Scala d’Oro – aggiunge Gabriella Belli, direttore della Fondazione MUVE – ha assicurato ai tantissimi visitatori di Palazzo Ducale un’altra straordinaria prova di quell’ingegno veneziano che tutto il mondo ci ammira. Questo impegno, di cui siamo estremamente grati, prosegue ora anche per la seconda arcata e consentirà di ‘svelare’ nuove meraviglie e nuove storie da raccontare».
PORTALI SOMMITALI DELLA SCALA D’ORO D’ACCESSO ALLE SALE ISTITUZIONALI. PALAZZO DUCALE04
I portali che si affacciano sull’Atrio Quadrato di Palazzo Ducale si inseriscono cronologicamente in quella lunga serie di lavori di ristrutturazione iniziata nel 1483 nell’Ala Orientale del Palazzo e proseguita nel resto dell’edificio fino agli anni Sessanta del XVI secolo. Il progetto in particolare di una scala d’onore, interpellati architetti come il Sanmicheli e il Palladio, fu affidato infine a Jacopo Sansovino che ne realizzò la parte iniziale sotto i dogi Lorenzo e Girolamo Priuli che governarono tra il 1556 e il 1567. L’ultimazione dei lavori fu invece seguita dallo Scarpagnino dal 1559 e poi sotto il dogato di Venier. L’arco con lo stemma del doge Andrea Gritti era stato eretto in precedenza a partire dal 1538 ed in corrispondenza di una scala lignea provvisoria. La Scala d’onore fu denominata d’Oro per le fastose decorazioni della volta a botte eseguite in stucco e foglia d’oro a partire dal 1557 da Alessandro Vittoria e affrescate nei riquadri da Giambattista Franco. La Scala, nata dall’esigenza di separare gli ambienti dedicati alla privata abitazione del doge dal Palazzo di Giustizia, si articola su cinque rampe, l’ultima delle quali si affaccia sull’Atrio Quadrato, sorta di vestibolo delle sale in cui si riunivano i più importanti organi di governo. L’ambiente è caratterizzato dal soffitto intagliato e dorato che incastona dipinti del Tintoretto mentre l’apparato architettonico è scandito da pilastri lapidei, compositi e scanalati. I Portali a chiusura della Scala d’Oro sono coronati da due arconi sommitali, decorati a riquadri con bassorilievi finemente scolpiti che raffigurano scene fortemente simboliche che rimandano ad avvenimenti storici, commemorativi e ai temi cari ai Veneziani quali potenza, forza militare, saggezza e giustizia. In particolare sugli stipiti è rappresentato il leone nella versione raccolta “in moléca” in posizione frontale e accovacciato, in questo caso con il libro chiuso a simboleggiare la sovranità delegata e quindi delle pubbliche magistrature.
Fonte: Fondazione Musei Civici di Venezia

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