Ca’Foscari e DFS: uniti per raccontare la storia del Fondaco dei Tedeschi

Dopo un incredibile restauro e il grande successo della riapertura al pubblico l’1 ottobre in qualità di primo department store Europeo per il Gruppo DFS, il Fondaco dei Tedeschi è pronto a svelarsi completamente agli occhi dei visitatori locali e internazionali grazie a un progetto di studio e ricerca promosso con l’Università Ca’ Foscari.

L’iniziativa, che partirà sabato 15 ottobre, offre agli ospiti del Fondaco la possibilità di scoprire approfondimenti storici e artistici sull’edificio a opera di sei mediatori culturali, studenti-borsisti dell’ateneo.

 

Espressione delle sinergie che si stanno sviluppando naturalmente fra il Fondaco e la città di Venezia, l’accordo stretto tra il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università e DFS Italia permette agli studenti di completare il loro percorso formativo con una prova sul campo; ma garantisce anche al Gruppo leader nel settore del luxury travel retail il valore aggiunto di arricchire l’esperienza veneziana dei propri Clienti grazie alla competenza in ambito storico-culturale dell’Università.

La storia del Fontego dei Tedeschi, risalente agli inizi del XIII secolo quando l’edificio era adibito a luogo di scambio per i mercanti del nord Europa, è stata ricostruita nella sua interezza durante l’estate da sette studenti di Ca’ Foscari e IUAV sotto la supervisione del Professor Giuseppe Barbieri, storico dell’arte cafoscarino.

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A partire da sabato, i sei studenti mediatori sono a disposizione dei visitatori al quarto piano del Fondaco – dove ha sede l’event pavilion – per raccontare le diverse anime che nei secoli hanno caratterizzato l’edificio affacciato sul Ponte di Rialto e per accompagnarli nella visita alle mostre d’arte in programma, come installazione site-specific “Under Water” di Fabrizio Plessi che proseguirà fino al 15 gennaio 2017.

 

«Al Fondaco dei Tedeschi proporremo una nuova esperienza di mediazione culturale – spiega il Prof. Barbieri – Continuano a valere le regole di fondo dell’interazione con il pubblico, ma stavolta i mediatori saranno impegnati anche a raccontare le ‘storie’ del Fondaco che altri sette studenti hanno ricercato nei documenti, nei testi dei viaggiatori dell’epoca, nei fondi fotografici storici da metà Ottocento a metà Novecento. Le guide condurranno i visitatori a contatto fisico con elementi del passato: una lapide che non c’è più, un piccolo affresco, un graffito sul muro, una finestra speciale… Offrendo in modo nuovo, ma sempre rigoroso, un viaggio a ritroso nel tempo.»

Gli aneddoti storici sul Fondaco saranno anche raccontati in forma di tweet e brevi pillole sui social e sul web da DFS, che con i suoi indirizzi si ripropone di offrire una lifestyle experience completa che, oltre allo shopping, avvicini i viaggiatori internazionali alla storia e alla cultura delle destinazioni in cui si trovano.

«Quest’esperienza mi ha permesso di toccare con mano cosa significa fare ricerca e appassionarmi a un tema legato alla storia della mia città e al mio lavoro di tesi – spiega la cafoscarina Sara Civai, una delle borsiste che hanno studiato il Fondaco – Inoltre ha costituito una sfida importante il provare a rendere comunicabile la ricerca, trasformando in storie e contenuti multimediali dei risultati scientifici. Il valore aggiunto dei mesi trascorsi tra la biblioteca Marciana, l’università Ca’ Foscari e il Fondaco è stato quello di imparare a lavorare in gruppo, mettendo in condivisione passioni e saperi”.

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