Sorry Boys

Quando:
ottobre 13, 2016@8:30 pm Europe/Rome Fuso orario
2016-10-13T20:30:00+02:00
2016-10-13T20:45:00+02:00
Dove:
Teatro Ca’ Foscari,
Calle Larga Santa Marta
2137
Costo:
12,00
Contatto:
Teatro Ca' Foscari
041 234 8962

Sorry Boys, dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze, di e con Marta Cuscunà, liberamente ispirato a fatti realmente accaduti a Gloucester (Massachusetts), rappresenta la terza tappa del progetto sulle Resistenze femminili, di Marta Cuscunà. Progettazione e realizzazione teste mozze Paola Villani. Assistente alla regia Marco Rogante. Disegno luci Claudio “Poldo” Parrino. Disegno del suono Alessandro Sdrigotti. Animazioni grafiche Andrea Pizzalis. Costume di scena Andrea Ravieli. Co-produzione Centrale Fies.
Teste gentilmente concesse da Eva Fontana, Ornela Marcon, Anna Quinz, Monica Akihary, Giacomo Raffaelli, Jacopo Cont, Andrea Pizzalis, Christian Ferlaino, Pierpaolo Ferlaino, Filippo pippogeek Miserocchi, Filippo Bertolini, Davide Amato.

Nel 2008 diciotto ragazze di una scuola superiore americana, tutte under 16, rimangono incinte contemporaneamente. La cosa veramente sconvolgente è che sembra che la vicenda non sia frutto di una strana coincidenza ma di un patto segreto. Le 18 ragazze avrebbero deciso di rimanere incinte nello stesso momento per aiutarsi una con l’altra e allevare i bambini tutte insieme, nella stessa casa, in una specie di comune femminile. Nel giro di pochi mesi, si scatena un vero e proprio scandalo internazionale.
Nel nero della scena, sbucano due schiere di teste mozze. Appese. Da una parte gli adulti. I genitori, il preside, l’infermiera della scuola. Dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, tutti inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati.

“In Sorry, boys invece le ragazze non ci sono. Solo se loro mancano, infatti, lo sguardo può spostarsi sul sistema-ospite in cui questa storia e nata. Vera o no, mi sono chiesta: dove può mettere radici l’idea di un patto tra ragazze di 16 anni per creare una piccola comunità fatta solo di giovanissime mamme che scelgono di allevare da sole i propri bambini? Qual è il contesto sociale adulto, la cellula-ospite, in cui questo progetto virale di maternità ha potuto attecchire, prendere il potere e riprodursi? Chi sono i giovani padri e perché non vengono considerati adatti a prendere parte al patto? E mentre le ragazze si uniscono e progettano una comunità nuova, i ragazzi dove sono, cosa fanno, cosa pensano?”
[Marta Cuscuna]

Nello spettacolo si segnala la presenza di riferimenti sessuali espliciti nel linguaggio.

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