Basilica dei Frari

93c96f21-8286-4e1f-8df6-a725c6c333f8Sotto i dogi Jacopo Tiepolo (1229-1249) e Ranieri Zen (1253-1268) i frati francescani lavorarono sodo per bonificare il lago Badoer, un terreno paludoso in contrada San Stefano Confessor (San Stin), e lì costruirono la prima chiesa di Santa Maria Gloriosa ed il contiguo monastero.

Ma la prima chiesa risultava già piccola per i fedeli che vi accorrevano in massa a sentir messa. Così, a partire dal 28 aprile 1250 venne ingrandita coprendo tutto il campo fino al canale che lo delimita.
Passarono ottant’anni e la chiesa risultò nuovamente troppo piccola tanto che si pensò di invertirne la struttura architettonica abbattendo la parte vicina al rio e costruendo lì il campo dei Frari. Fu scavato anche un pozzo di acqua dolce e si girò attorno all’abside portando il prospetto principale della nuova chiesa in direzione del canale.

Attorno all’anno 1330 iniziarono i lavori a cura di Jacopo Celega, terminati poi dal figlio Pier Paolo nel 1396. La nuova chiesa, la terza che i francescani erigevano, aveva tre navate, un transetto e sette absidi, ma grazie alla generosità di Giovanni Corner nel 1420 venne eretta la cappella di San Marco con l’aggiunta dell’ottava abside.

3750Interno della basilica verso l’abside con la pala dell’Assunta di Tiziano
Nel 1478 alla famiglia Pesaro venne concessa la sacrestia quale cappella gentilizia di famiglia e luogo di sepoltura. Venne eretta la nona abside di forma pentagonale.

Negli anni 1432-1434 il vescovo di Vicenza Pietro Miani fece costruire ai piedi del campanile la cappella di San Pietro per venirci sepolto alla morte. La costruzione della chiesa andava a rilento, tanto che la facciata fu finita nel 1440, mentre l’altare nel 1516. Venne consacrata il 27 maggio 1492 al nome di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Anche questa bellissima basilica venne depredata da Napoleone. Il 12 maggio 1810 venne soppressa la grande comunità religiosa dei Frari, cioè dei Frati Minori Conventuali. Tutte le chiese di religiosi (San Stin, San Toma’, San Polo, San Agostin) furono affidate a preti diocesani. Nel 1922 il Patriarca Pietro La Fontaine accolse il ritorno dei Frati Minori Conventuali della Provincia Patavina, e nel 1926 il papa Pio XI la elevò a basilica minore.

La chiesa attuale è in mattoni a faccia vista in stile gotico italiano. L’interno contiene l’unico recinto presbiteriale ancora in loco in tutta Venezia.

fonte testi WIKIPEDIA

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