Le prospettive… dell’Architettura

logo arch16 nolettUna anziana signora su una scala nel nulla di un deserto… a Venezia.

Qualcuno, non troppo aggiornato sulle più recenti notizie, si domanderà cosa abbia a che fare con la nostra città. Altri invece, capiranno al volo. E’ l’immagine simbolo della quindicesima edizione della Mostra Internazionale di Architettura, un evento che viene annoverato tra le massime manifestazioni, almeno per quanto riguarda il nostro continente, dedicate a quella che possiamo definire, forse in maniera un po’generica, come l’arte e la tecnica di ideare e costruire un edificio o altre grandi opere

Promossa dalla Biennale di Venezia che l’ha lanciata nel 1980 sotto la direzione di Paolo Portoghesi, si è da poco aperta con la tradizionale festosa vernice di tre giorni dedicata alla

stampa e agli addetti ai lavori. Da questo mese e fino al 27 novembre, sarà invece visibile a tutti, nella molteplicità delle sue rappresentazioni che comprendono non solo mostre ma anche incontri (i Sabati dell’Architettura) convegni, sessioni speciali per le Università, attività

educational con percorsi guidati e attività di laboratorio. Punto focale della manifestazione sarà la Mostra internazionale, Reporting from the Front, diretta da Alejandro Aravena, che offre il titolo e lo spunto di questa edizione. Allestita in un unico percorso che si snoda dagli

spazi del Padiglione centrale ai giardini all’Arsenale, include 88 partecipanti, di cui 50 presenti per la prima volta, provenienti da 37 Paesi. A questa, si affiancheranno le mostre delle cosiddette Partecipazioni nazionali allestite negli storici padiglioni dislocati ai Giardini,

all’Arsenale e in palazzi del centro storico della città. In tutto, rappresenteranno ben 61 Paesi, tra cui per la prima volta Filippine, Kazakistan, Nigeria e Yemen. Da corollario faranno ancora “spettacolo” le esposizioni denominate Collaterali, presentate da istituzioni internazionali, pubbliche e private, diffuse in spazi dislocati attorno alla mostra e nel tessuto della città. Sempre nell’ambito della grande esposizione sono inoltre presentati tre progetti speciali, tra questi Reporting from Marghera and other waterfronts che nella sede di Forte Marghera propone un analisi sulla rigenerazione urbana di porti industriali. Ma… la signora sulla scala in mezzo al deserto? Presto detto. Durante una sua peregrinazione in America latina il grande viaggiatore Bruce Chatwin incontra questa signora che attraversava il deserto con una scala d’alluminio sulle spalle. Era l’archeologa tedesca Maria Reiche che studiava le linee Nazca. Viste dal terreno erano solo una distesa di pietre ma da quella scala ecco la meraviglia: un uccello, un giaguaro, un fiore…

Così il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il curatore Aravena hanno presentato questa mostra, che vuol porsi come punto di ascolto di tutti coloro che nella grande sfida che oggi si pone l’architettura, hanno saputo cercare una prospettiva diversa.

Una metafora questa che vorremmo usare anche noi per ricordare a chi vuole veramente scoprire la nostra città di cercare prospettive diverse o perlomeno insolite.

Qualche consiglio? Facile. Salire su un vecchio campanile e ammirare la città dall’alto dei suoi tetti, oppure, all’opposto, salire, o meglio scendere, su una gondola o un semplice traghetto (di quelli che fanno spola sul Canal Grande) per osservare la città a “pelo d’acqua”

o, ancor più semplicemente, passeggiare fino a perdersi nel labirinto di calli e campielli nei sestieri più decentrati della città, come a Castello, a Cannaregio, a Santa Croce, o alla Giudecca.

Damiano Rizzi

Sorgente: un OSPITE di VENEZIA

Lascia un commento

Facebook2k
Facebook
G0
http://www.unospitedivenezia.it/news/news/un-ospite-di-venezia/