Suburbicon, la recensione del film di George Clooney 

Difficile parlare del Suburbicon di George Clooney evitando spoiler di alcun genere. Questa sarebbe un’esperienza da vivere senza sapere nulla facendosi esplodere davanti i colpi di scena che hanno colpito noi alla primissima proiezione. 

Da dove cominciare quindi? Dalla cittadina, Suburbicon, pacifica e idilliaca comunità periferica caratterizzata da case a buon mercato e giardini ben curati. Il luogo perfetto dove crescere una famiglia.  Esattamente quello che stanno facendo i Lodge nell’estate del 1959. Tuttavia, l’apparente tranquillità cela una verità inquietante, quando il marito e padre Gardner Lodge è costretto a farsi strada nel lato oscuro della città fatto di tradimento, inganno e violenza. Questa è la storia di persone imperfette e delle loro scelte sbagliate.

Micro cosmo per parlare di macro cosmo, una piccola comunità all’apparenza perfetta, che non vede il male che si cela tra di loro, nelle loro incongruenze perché troppo impegnati a cercare di cacciare via la prima famiglia di colore trasferitasi  tra di loro. Sempre pronti a trovare il capro espiatorio nel diverso, senza accorgersi che la cattiveria, la violenza, non ha colore e non ha sesso. Si nasconde dietro abiti perfetti e colori pastello, si nasconde in quelle casette tutte uguali e senza crepe che celano, invece, le crepe dell’anima capaci di colpire tutti indistintamente.

In un’escalation di tensione, in un ritmo serrato, colpo di scena dopo colpo di scena, Clooney con i fratelli Coen  e il fidato Heslov, mettono in scena una commedia nera dagli echi Hitchcockiani (aiutati dalle sublimi  musiche di Desplat) in grado di intrattenere con estrema intelligenza, senza eccedere mai, ma portando sotto gli occhi l’America di oggi. Quella del falso buonismo, dell’ipocrisia, che finge di includere, ma guarda tutti con sospetto, che come in Wisteria Lane, pulisce i panni sporchi solo dentro casa e fuori critica i fatti degli altri. 

Ma nonostante il suo forte criticismo è anche un film speranzoso, che punta sulle nuove generazioni per costruire un mondo migliore, un mondo dove non esistono differenze e dove la superficie perfetta corrisponde a quello che si trova dentro al cuore.

Suburbicon è già pronto a conquistare la prossima Awards season, con una sceneggiatura millimetrica ed intelligente, in una messa in scena coinvolgente e attenta. Da non perdere.

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