CHIESE di CHORUS – Associazione per le Chiese del Patriarcato di Venezia

Chiesa di Santa Maria del Giglio Chiesa di San Stae Chiesa di Santo Stefano Chiesa di Sant’Alvise
La chiesa di Santa Maria del Giglio, di antichissima fondazione (IX sec.), deve le sue forme attuali alla ricostruzione avvenuta nella seconda metà del Seicento. La facciata, opera di Giuseppe Sardi, è una delle più originali e fastose opere barocche veneziane, e nel suo insieme risulta un grandioso monumento alla famiglia Barbaro, rappresentata dalle effigi di cinque fratelli e dalla raffigurazione dei luoghi in cui svolse la sua attività per la Repubblica veneziana Antonio Barbaro. Vi sono conservate pregevoli opere pittoriche. Si presenta infatti con una fastosa facciata aperta sulla principale via d’acqua veneziana, il Canal Grande, opera di Domenico Rossi (1709) e arricchita da una ricca decorazione plastica alla quale hanno dato il loro contributo scultori come Giuseppe Torretto, Antonio Tarsia, Pietro Baratta e Antonio Corradini. Vi sono conservate opere significative di Niccolò Bambini, Giuseppe Camerata e Antonio Balestra tra le quali alcuni capolavori assoluti come il Martirio di San Bartolomeo (a destro in basso), opera giovanile di Giambattista Tiepolo (1721), il Martirio di San Giacomo Maggiore di Giambattista Piazzetta e la Liberazione di San Pietro di Sebastiano Ricci. Interessanti anche alcune opere conservate in sagrestia, tra le quali soprattutto Cristo morto di Pietro Vecchia e Traiano comanda a Sant’Eustachio di adorare gli idoli di Giambattista Pittoni. La Chiesa di Santo Stefano è, assieme ai Frari e a SS. Giovanni e Paolo, la terza chiesa conventuale veneziana. Edificata dagli Eremitani di Sant’Agostino nel XIII secolo, fu ricostruita un secolo dopo; successivamente, alcune aggiunte costruttive e decorative la resero uno dei migliori esempi di architettura gotico-fiorita veneziana. Sulla facciata trecentesca in mattoni si evidenzia il superbo portale marmoreo, opera di Bartolomeo Bon. L’interno è a tre navate divise da colonne che sostengono slanciati archi acuti, il soffitto, di grande effetto, è a “carena di nave”, mentre nel presbiterio si può ammirare il magnifico coro ligneo intarsiato, del 1488. La visita alla chiesa di Sant’Alvise, assieme a quella della vicina Madonna dell’Orto, rappresenta un autentico percorso nella Venezia più segreta ed offre l’occasione per visitare la zona più remota del sestiere di Cannaregio, caratterizzata da una geometrica ripartizione del terreno bonificato e dai silenzi della laguna meno frequentata. Di origini conventuali fu fatta costruire, secondo la tradizione, da Antonia Venier nel 1388, in dedica a San Luigi, Vescovo di Tolosa, che le era apparso in sogno. La forma attuale della chiesa è frutto delle modifiche apportate nel XVII secolo all’antico edificio, e colpisce per spettacolarità il soffitto interamente affrescato con arditezza quadraturista da Pietro Antonio Torri e Pietro Ricchi (XVII sec.). Tra le opere d’arte conservate nella chiesa di Sant’Alvise non si può non ricordare la straordinaria Salita di Cristo al Calvario – uno dei capolavori della maturità di Giambattista Tiepolo – che in questa chiesa lasciò anche altri due lavori, l’Incoronazione di spine e la Flagellazione (1737-1740).
Chiesa di Santa Maria Formosa Chiesa di San Pietro di Castello Chiesa di Santa Maria dei Miracoli Chiesa di Santa Maria dei Miracoli
Eretta nel 1492, la chiesa di Santa Maria Formosa è il capolavoro architettonico di Mauro Codussi, con la quale l’architetto afferma per la prima volta a Venezia i valori della visione plastico-spaziale toscana della rinascenza. La pianta a croce latina, a tre navate, rispetta le fondazioni della chiesa del VII secolo, secondo la tradizione, una delle otto fondate da San Magno, vescovo di Oderzo, a seguito dell’apparizione della Vergine in forma di magnifica matrona (formosa). Essa si inserisce inoltre armonicamente sulla precedente pianta a croce greca con cupola emisferica, dell’XI secolo. Ne risulta uno spazio articolato ma fortemente caratterizzato dalla suggestiva centralità del tempio, in cui la luce chiara unita al fitto traforo delle mura portanti fa galleggiare la complessa copertura a volte e cupole. San Pietro sorge nell’antica isola di Olivolo, ora Castello, in quello che fu il primo insediamento abitativo e il primo centro religioso, politico e commerciale della città.E’ di grande importanza per la storia di Venezia: sede vescovile dipendente dal patriarcato di Grado dal 775 al 1451, poi cattedrale e sede patriarcale fino al 1807 – quando il titolo passò a San Marco – San Pietro sorge nell’antica isola di Olivolo, ora Castello, in quello che fu il primo insediamento abitativo e il primo centro religioso, politico e commerciale della città. Inizialmente, intitolata ai santi bizantini Sergio e Bacco, risale al VII secolo, mentre la nuova chiesa, dedicata a San Pietro Apostolo, fa parte del gruppo di chiese “matrici” che il Vescovo Magno fece edificare nel IX secolo. Le forme attuali del tempio si devono ai lavori eseguiti tra la fine del XVI e il primo trentennio del XVII secolo. Il rinnovamento della facciata è opera di Andrea Smeraldi, in esecuzione di un precedente progetto di Andrea Palladio del 1556. Nella navata destra è posta la cosiddetta Cattedra di San Pietro, tradizionalmente considerata il seggio del Santo ad Antiochia e viceversa opera proveniente da Antiochia, ma assemblata probabilmente nel XIII secolo utilizzando un’antica stele funeraria di arte arabo-mussulmana con iscrizioni del Corano a caratteri cufici. Capolavoro di Pietro Lombardo e dell’architettura della prima rinascenza veneziana, simile per unitarietà ad uno straordinario scrigno scolpito e rivestito di marmi policromi, ha per i veneziani un grande valore non solo storico-artistico, ma anche “sentimentale”. Fu costruita tra il 1481 e il 1489 su commissione di Angelo Amadi per custodire un’immagine della Vergine con Bambino tra due Santi di cui era proprietario e che era stata detta miracolosa, opera di Nicolò di Pietro (XIV-XV secolo), situata sull’altare. Capolavoro di Pietro Lombardo e dell’architettura della prima rinascenza veneziana, simile per unitarietà ad uno straordinario scrigno scolpito e rivestito di marmi policromi, ha per i veneziani un grande valore non solo storico-artistico, ma anche “sentimentale”. Fu costruita tra il 1481 e il 1489 su commissione di Angelo Amadi per custodire un’immagine della Vergine con Bambino tra due Santi di cui era proprietario e che era stata detta miracolosa, opera di Nicolò di Pietro (XIV-XV secolo), situata sull’altare.
Chiesa di San Giovanni Elemosinario Chiesa di Santa Maria del Rosario (Gesuati) Chiesa di San Polo Chiesa di San Sebastiano
La chiesa è molto antica: fu infatti fondata prima del 1071, ma nulla rimane del primitivo edificio distrutto nel disastroso incendio che colpì tutta la zona di Rialto nel 1514, cancellando anche numerose botteghe ed enormi quantità di mercanzie. La riedificazione venne probabilmente affidata ad Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino, che la portò a termine prima del 1531, mentre si occupava anche della ricostruzione di tutta la zona del mercato. La chiesa, un bellissimo esempio di architettura rinascimentale completamente inserita nella densa cortina edilizia, tanto da renderne difficile l’individuazione, conserva due straordinarie testimonianze pittoriche di due grandi artisti del Cinquecento – Tiziano e Pordenone. Il più grande esempio di complesso conventuale del XVIII secolo, fu costruita tra il 1726 e il 1735 per l’ordine dei Domenicani, in sostituzione della piccola chiesa che tuttora le sorge accanto, divenuta troppo piccola per ospitare i numerosi fedeli. I Domenicani subentrarono ai Gesuati (da cui il nome della chiesa) nel 1668, quando quest’ordine fu soppresso. Giorgio Massari fu l’architetto che progettò la chiesa e la decorazione interna, aiutato da due grandi artisti dell’epoca: Giambattista Tiepolo e Gianmaria Morlaiter. I tre si affermarono definitivamente in città proprio grazie alla grande opera qui compiuta. L’interno dell’edificio è di grande armonia: colpisce particolarmente lo splendido soffitto affrescato da Giambattista Tiepolo con tre grandi riquadri che rappresentano L’apparizione della Vergine a san Domenico, L’istituzione del Rosario e La gloria di san Domenico e numerosi monocromi. Fondata nel IX secolo, la chiesa di San Polo subì nei secoli due importanti interventi che ne modificarono l’originario impianto bizantino (i due leoni stilofori alla base del campanile fanno probabilmente parte di questo edificio originario): il primo, nel Quattrocento, con la trasformazione sulla base di stilemi tardo gotici (si veda il bel portale attribuito a Bartolomeo Bon); il secondo nel 1804, ad opera di Davide Rossi che trasformò la chiesa in stile neoclassico. Vi sono conservate opere di Jacopo Tintoretto, Jacopo Palma il Giovane, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Paolo Veronese. Rappresenta uno dei più importanti luoghi dell’arte veneziana, riunendo il più straordinario corpus di opere di Paolo Caliari detto il Veronese. La chiesa, di fondazione quattrocentesca e appartenente alla confraternita dei Padri Gerolimini, subì dal 1506 e sotto la direzione di Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino, una serie di interventi che la ampliarono e le conferirono l’attuale orientamento. Più dell’impianto architettonico, in questa chiesa conta la presenza del grandioso ciclo pittorico di Paolo Veronese, l’impresa senz’altro più vasta ed importante che egli portò a termine nell’arco di tutta la sua attività. La chiesa, vero mausoleo veronesiano, conserva anche le spoglie del maestro (a sinistra del presbiterio). Tra le altre opere degne di nota si possono ricordare in sacrestia opere di Bonifacio de’ Pitati e di ambito tintorettesco, e in chiesa anzitutto il bel San Nicolò di Tiziano (1563), e altre opere di Paris Bordone, Jacopo Sansovino, Jacopo Palma il Giovane e Alessandro Vittoria.
Basilica di S.ta Maria Gloriosa dei Frari Chiesa di San Giacomo dall’Orio Chiesa di San Giobbe Chiesa di San Giuseppe
La Basilica di Santa Maria dei Frari rappresenta – dopo la Basilica di San Marco – il più straordinario complesso religioso della città di Venezia ed uno dei più rilevanti complessi francescani d’Italia. Eretta tra 1250 e 1338 ad opera dei Frati Francescani Minori conventuali, fu ricostruita nel XIV secolo, forse su progetto di frate Scipione Bon, in forme grandiose e in stile gotico-cistercense, a tre navate e sette cappelle absidali. La Basilica nel corso dei secoli si è trasformata in un incredibile scrigno di opere d’arte, eccezionali per importanza e valore, attraverso le quali è possibile compiere un viaggio attraverso la storia dell’arte e della devozione a Venezia dal XV al XVIII secolo. Vi è conservato il capolavoro forse più noto della maturità di Tiziano: la suggestiva pala dell’Assunta (1516-1518) che, dipinta dall’artista appositamente per l’altar maggiore, raccoglie e dilata il punto di fuga visibile dalla navata centrale, oltre alla Pala Pesaro. Inoltre Il Trittico della Vergine e Santi di Giovanni Bellini (1488), collocato nella Cappella Pesaro della sagrestia e considerato uno dei capolavori della pittura veneziana del ‘400, che si affianca idealmente al Trittico di S. Marco (1474) di Bartolomeo Vivarini dell’elegante Cappella Corner. La chiesa di San Giacomo dall’Orio, la cui fondazione risale al IX secolo, è una delle chiese più antiche di Venezia. La sua forma attuale, a croce latina con tre navate e transetto, è il frutto di una ricostruzione iniziata nel 1225 e di successive modifiche intervenute nel XV e XVI secolo. Il grande fascino di questo edificio è dato dall’aspetto sobrio e arcaico dell’esterno e dall’ingegnosa articolazione dello spazio interno, dominato dalla calda presenza delle travature e del soffitto ligneo. Alla ricostruzione del 1225 vanno fatte risalire anche alcune presenze di elementi bizantini (portati dall’Oriente al ritorno dalla quarta crociata) come la colonna di marmo verde con capitello ionico, nota per essere stata elogiata da John Ruskin e da Gabriele d’Annunzio, mentre il sistema di absidi verso il campo sono da far risalire al XV secolo. Vi sono conservati anche alcuni capolavori della pittura rinascimentale veneziana, come la pala dell’altare maggiore, con la Vergine con il Bambino tra Apostoli e Santi (1546), una delle rare opere di Lorenzo Lotto conservate a Venezia. (chiusa per restauri)In stile rinascimentale come il portale ornato da Pietro Lombardo con statue di S.Bernardino fra Ss.Antonio e Ludovico. Tardogotico il campanile. Sorta come oratorio nel 1378, la chiesa di San Giobbe venne trasformata tra il 1470 e i primi del ‘500 da Pietro Lombardo che qui realizzò uno dei primi esempi di architettura rinascimentale a Venezia. Sul luogo del primo oratorio, di cui resta chiara l’impronta gotica, sorge la cappella Contarini. (apertura: 07apr – 31 ott)La chiesa di San Giuseppe di Castello, fu fondata nel 1512 come attesta un decreto del Senato e affidata a monache agostiniane. L’edificio, di cui non si conosce il progettista, sorge lungo il canale, ed è da questo separato da una fondamenta sulla quale prospetta con il fianco scandito da doppie lesene interrotte, in epoca successiva, da finestroni semicircolari. Sulla facciata a capanna l’unico elemento architettonico di spicco è rappresentato dall’elaborato timpano, sopra il portale, che ha al centro un bassorilievo raffigurante l’Adorazione dei Magi di Giulio dal Moro. L’interno è a navata unica e sulla parete d’ingresso si appoggia il barco delle monache, collegato, una volta, con il convento attiguo. Sull’altare è custodita la pala di Paolo Veronese “Adorazione dei pastori” realizzata dall’artista, nel 1582, su commissione del doge Marino Grimani con il chiaro intento di  commemorare il padre del committente, il procuratore di San Marco Girolamo Grimani, morto nel 1570, il cui ritratto si nasconde dietro il volto del suo santo eponimo.
VISITA ALLE CHIESE Orario:   lunedì 10.30 – 16.00 (ultimo ingresso alle 15.45)   da martedì a sabato 10.30 – 16.30 (ultimo ingresso alle 16.15)  Domenica chiuso (eccetto Basilica dei Frari)
SAN GIOBBE (chiusa per restauri)   da lunedì a sabato 10.00 – 13.30   (chiusura biglietteria, bookshop e ultimi ingressi alle 13,15)
BASILICA DEI FRARI da lunedì a sabato 9.00 – 18.00, domenica 13.00 – 18.00   (chiusura biglietteria, bookshop e ultimi ingressi alle 17,30)
SAN GIOVANNI ELEMOSINARIO da lunedì a sabato dalle ore 10.30 alle ore 13.15 (ultimo ingresso alle ore 13.00)
SAN STAE lunedì 13.45 – 16.00 (ultimo ingresso alle 15.45)   da martedì a sabato dalle 13.45 – 16.30 (ultimo ingresso alle 16.15) Chiusura:   domenica, 1 Gennaio, Pasqua, 15 agosto, 25 Dicembre
Biglietto: Venezia Unica City Pass ADULT, JUNIOR, Venezia Unica City Pass SAN MARCO (ingresso a 3 Chiese)   Chorus Pass / Chorus Pass Family
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