L’abbazia e la Basilica di San Giorgio Maggiore

Basilica di San Giorgio Maggiore, la sede e la storia

La Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia fa parte dell’antico complesso dell’omonima abbazia distrutta da un terremoto nel 1223, poi ricostruita come oggi la vediamo, tra il XV e il XVII secolo.

La prima fabbrica costruita per volere del doge Participazio risale secondo la tradizione all’anno 790. Circa un secolo più tardi l’isola fu donata dal doge Tribuno Memmo al monaco benedettino, Giovanni Morosini, che edificò il cenobio e ne fu il primo abate.

Grazie alle donazioni il monastero crebbe con gli anni a tal punto da divenire uno dei maggiori centri europei in campo teologico, culturale ed artistico.

I due grandi architetti

Per celebrare l’importanza del complesso benedettino alla metà del XVI secolo fu assegnato ad Andrea Palladio il grande refettorio che venne ornato da Paolo Veronese dall’immensa tela raffigurante le Nozze di Cana, tornata oggi nel suo luogo originale.

Questo lavoro riscosse talmente successo che i monaci affidarono sempre al Palladio, poco più tardi, nel 1565, la costruzione della nuova chiesa e del secondo chiostro, chiamato appunto “palladiano”.

Il grande architetto morì però nel 1580 senza vedere completate le sue opere.

Il suo continuatore fu però un altro grandissimo del tempo, Baldassare Longhena.

Con lui i lavori proseguirono con la realizzazione dello scalone d’onore, la nuova facciata del monastero, il noviziato, l’infermeria e la foresteria.

La facciata della chiesa alla fine ultimata dall’architetto Vincenzo Scamozzi.

La caduta della Repubblica

Alla caduta della Repubblica il monastero fu privato delle opere più importanti, fra cui proprio Le Nozze di Cana.

L’importanza del monastero era però ancora tale che nel 1800, durante l’occupazione di Roma da parte dell’esercito francese, vi si tenne il conclave in cui fu eletto papa Pio VII.

Nell’occasione i cardinali si riunirono nel “Coro notturno” (o “Coro invernale”), dove è tuttora esposta la notevole tela San Giorgio che uccide il drago di Vittore Carpaccio.

Nel 1806 il monastero fu soppresso dalle leggi napoleoniche, e molti dei beni rimasti andarono venduti o rubati.

Solamente pochi monaci ottennero di restare per amministrare la basilica, mentre il monastero diventava deposito d’armi.

 L’abbazia rimase un presidio militare anche sotto i governi dell’Impero austro-ungarico e del Regno d’Italia, andando incontro ad un drammatico deperimento.

La rinascita con Vittorio Cini

Nel 1951 il conte Vittorio Cini, imprenditore, politico e uomo di cultura veneziano, si attivò per la ristrutturazione dell’abbazia con l’istituzione della fondazione in memoria del figlio Giorgio, oggi nota a livello internazionale come complesso culturale.

La Fondazione Giorgio Cini  contribuì così alla definitiva rinascita della comunità benedettina sull’isola affidando nel 1957 la Chiesa e alcuni ambienti ad essa adiacenti ai monaci benedettini della comunità di Praglia.

Dopo alcuni decenni di autonomia, dal 2012 la comunità di San Giorgio è canonicamente dipendente dall’Abbazia di Praglia.

Il percorso e le opere dell’abbazia e della Basilica di San Giorgio Maggiore

La Basilica di San Giorgio Maggiore

La chiesa di san Giorgio Maggiore colpisce subito l’occhio del visitatore fin dalla Piazza di San Marco da dove si può osservare una delle sue più belle vedute.

Assieme al Palazzo Ducale e la basilica di Santa Maria della Salute fa da riferimento alla straordinaria visuale del bacino di San Marco.

Imponente per mole si staglia bianchissima quasi sull’acqua con un ordine gigante di quattro colonne poggianti su possenti plinti. La sua struttura sorregge un classico timpano che si intreccia con un retrostante schema templare.

Ai lati dominano le statue di San Giorgio e di Santo Stefano, contitolare della chiesa.

Gli interni della Basilica di San Giorgio Maggiore

Gli interni combinano una pianta centrale di tradizione classica con la pianta cruciforme dettando così l’influenza di un passaggio dal precedente orientamento rinascimentale.

La cupola divide infatti entrambi gli assi della chiesa in due parti uguali, con l’asse longitudinale più lungo del transetto (absidato).

Le navate laterali e l’ampio coro ligneo finemente intarsiato absidato si addizionano a questa pianta, che si apprezza al meglio da sotto la cupola.

Tra le grandi opere poste a decorazione della basilica si possono ammirare la Madonna in trono e Santi di Sebastiano Ricci; l’Ultima Cena e Raccolta della manna di Jacopo Tintoretto (nel presbiterio); le tele di Palma il Giovane, Domenico Tintoretto, Jacopo Bassano.

Degni di nota anche gli stalli del coro, con bassorilievi di Albert Van der Brulle.

Sull’altare maggiore troneggia un grande bronzo da Gerolamo Campagna[6] disegnato da Antonio Vassilacchi detto l’Aliense che rappresenta i Quattro Evangelisti che sostengono il mondo e Dio.

L’organo a canne

Sopra la parete che divide il presbiterio dal coro si trova il pregevole organo a canne costruito nel 1750 da Pietro Nacchini e restaurato nel 1887 da Pietro Bazzani.

Lo strumento, a trasmissione meccanica, ha una tastiera di 57 note.

Il campanile della Basilica di San Giorgio Maggiore

Dalla cella campanaria raggiungibile attraverso un ascensore si apprezza una delle più belle viste in assoluto della città e della laguna.

Aperto al pubblico, è il quarto per altezza della città.

Sacrestia Palladiana

Tra gli ambienti progettati da Andrea Palladio per il monastero, c’è la sacrestia antica, che fu costruita negli ultimi anni del XVI secolo e completamente restaurata nel 2011.

Al suo interno vi sono ospitate due tele: la Presentazione di Gesù al tempio di Palma il Giovane, una delle prime opere dell’autore, databile intorno al 1570, e un San Giorgio che uccide il drago la cui esecuzione è attribuita alla bottega di Domenico Tintoretto, figlio del grande Jacopo Tintoretto.

Di notevole interesse c’è ancora il grande orologio murario, realizzato nel XVII secolo, di grande impatto visivo per la sua architettura dipinta.

Cappella della Deposizione

La cappella privata del monastero, conosciuta con il nome di cappella dei morti, veniva utilizzata per la sepoltura dei monaci defunti, come testimonia la presenza lungo il pavimento di diverse lapidi.

Attualmente viene utilizzata dalla comunità benedettina per la preghiera quotidiana.

Dalla storiografia sul monastero si evince che la porta d’ingresso alla cappella corrisponde al luogo dove si trovava l’ingresso della prima chiesa eretta su quest’isola, nell’anno 790.

Vi si ammira la famosa tela della Deposizione, eseguita dal Jacopo Tintoretto nel 1594 e conosciuta come l’ultima opera prima della sua morte.

Tra i particolari del dipinto, l’autoritratto del Tintoretto, ormai settantacinquenne.

Sala del Conclave

La stanza del Conclave originariamente fu costruita come coro notturno del monastero, luogo in cui, in ossequio alla tradizione benedettina, i monaci si riunivano in preghiera dopo la mezzanotte. Questo spazio è passato alla storia per il conclave del 1800, nel quale fu eletto al il benedettino Barnaba Chiarimonti col nome di Pio VII.

Interessante notare come sui ‘quadretti’ inchiodati ai seggi del coro sono riportati i nomi di ciascun cardinale presente all’elezione del Chiaramonti.

 L’altro punto di fondamentale interesse all’interno della sala è costituito dal San Giorgio che uccide il drago di Vittore Carpaccio, realizzato nel 1516.

Ancora da ammirare, l’Albero della religione benedettina di Antonio Vassillacchi (1591) composto proprio come un albero genealogico dell’ordine benedettino, alla cui radice si trova san Benedetto con la Regola e il pastorale tra le mani.

C’è poi l’organo da camera costruito nel 1733 e  tuttora funzionante.

Orari e altre informazioni per la visita all’abbazia e alla Basilica di San Giorgio Maggiore

Orari di apertura

La Basilica è aperta tutti i giorni:

da aprile a ottobre dalle ore 9.00 alle 19.00;

da novembre a marzo dalle 8.30 alle 18.00.

L’ingresso alla chiesa è libero.

L’accesso al campanile richiede un biglietto di € 6,00 (€ 4,00 studenti under 26, over 65 e gruppi di oltre 30 persone).

Visite guidate

Le visite guidate negli spazi privati dell’abbazia si effettuano alternate in italiano e inglese, per partecipare è sufficiente chiedere al punto accoglienza all’ingresso.

Come arrivare a:

Abbazia di San Giorgio

A Venezia

Come arrivare a:

Abbazia di San Giorgio

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