La più famosa basilica della città, nata come cappella del Doge, capolavoro di architettura, simbolo di arte veneto-bizantina e cristianità.

Nella Basilica di San Marco si conservano altissimi esempi di decorazione a mosaico, resti dell’antico tesoro con antichi oggetti di oreficeria. Annessa alla chiesa l’omonimo museo.

La storia della Basilica di San Marco 

Nel 828 d.C., spinti dall’espansione dell’Islam nel nord Africa che metteva in difficoltà l’esistere di chiese e conventi cristiani, i veneziani riuscirono con una rocambolesca missione a traslare le reliquie dell’evangelista Marco da Alessandria d’Egitto.

Una volta giunte a Venezia le spoglie furono accolte nella Cappella ducale dal Doge Giustiniano Participazio.

In quei tempi, le reliquie dei santi rappresentavano un potente aggregatore sociale ed economico attirando pellegrini e mercanti.

L’incendio e le spoglie di San Marco

Dopo l’incendio di una prima chiesa nel 976, le spoglie del Santo furono protette da una struttura costituita da volte in laterizio sostenute da colonnine, che confinarono la reliquie dell’evangelista in una sotto confessione che divenne nel tempo cripta.

Dopo il fatidico anno 1000, Venezia, accresciuta nella considerazione dei bizantini per aver liberato dai pirati l’Adriatico, ampliò la chiesa per poi ricostruirla sotto il controllo di proti bizantini nel 1094.

In quell’anno, secondo una leggenda, sarebbe stato miracolosamente ritrovato in un pilastro il corpo del santo, che era stato nascosto durante i lavori e poi dimenticato.

Da quella data l’impianto originale in mattoni a vista e cupole basse fu ininterrottamente impreziosito con elementi architettonici, scultorei e ornamentali che rispecchiavano il gusto e lo stile delle varie epoche.

Nell’occasione  la Repubblica di Venezia dichiara il Santo patrono della città, facendone il suo emblema passato poi alla storia nella forma di leone alato, armato di spada e munito di un libro sul quale, in tempo di pace, si può leggere la frase Pax Tibi Marce Evangelista Meus (Pace a Te o Marco Mio Evangelista).

Con l’adiacente palazzo Ducale, la Basilica di San Marco è il massimo monumento della città, tempio di vita civile, oltre che di fede religiosa, testimonianza della grandezza di Venezia.

Per circa mille anni ha svolto le funzioni di Cappella Ducale dipendente direttamente dal Doge che vi nominava la prima carica religiosa alla quale veniva conferita l’autorità episcopale e la Chiesa di Stato affidata alla tutela dei Procuratori di San Marco.

Qui si celebravano le più alte vicende del popolo e del governo.

Caduta la Serenissima Repubblica, dopo circa un millennio di storia ducale, la basilica di San Marco diventa nel 1807 la sede del Patriarca di Venezia e cattedrale cittadina.

Durante la Repubblica il doge veniva eletto a Palazzo Ducale e in seguito presentato alla cittadinanza e pubblicamente proclamato in basilica, dal pulpito di destra, a lui riservato.

Come chiesa di stato, in Basilica San Marco si susseguono le cerimonie ufficiali, come la benedizione dei soldati in partenza per la guerra o la presentazione delle bandiere strappate al nemico.

Le date che hanno segnato la storia della Basilica di San Marco

Nel 1177 la “Pace di Venezia“, con protagonisti il papa Alessandro III,  l’imperatore Federico Barbarossa e, in qualità di promotore dell’incontro, il doge Sebastiano Ziani.

A ricordo del memorabile evento oltre ai libri di storia, rimane un’incisione sul marmo del pavimento dell’atrio con i nomi dei tre protagonisti.

Nel 1201 il vecchio doge Enrico Dandolo riunisce a San Marco i Crociati convenuti da ogni parte dell’Europa in procinto di partire per la Terrasanta, per avere la protezione e l’aiuto divino.

Nel 1377 in un momento di gravissimo pericolo, quando i Genovesi alleati di Chioggia premono da vicino la Repubblica, il popolo impone come capo dell’esercito Vettor Pisani e lo conduce a San Marco affinché il doge gli conceda il comando della difesa della città.

La basilica di San Marco è anche il luogo di incontro e di preghiera del popolo.

Nel 1576 qui si pronuncia il voto di erigere il tempio al Cristo Redentore e nel 1630 quello alla Vergine per essere liberati dalle terribili pestilenze.

Nel 1797 infine davanti a San Marco, Venezia vede la fine della sua indipendenza.

La basilica fu anche importante riferimento per i mercanti e i marinai, i quali viaggiando per terra e per mare la arricchiscono con doni preziosi, con marmi e con vari tesori d’arte, tutti con la volontà di contribuire a mantenere grande e ricco questo monumento a testimonianza della grandezza di Venezia.

Un grande cambiamento avviene infine con la caduta della Repubblica.

Nel 1807 San Marco diventa sede del Patriarca di Venezia e per volere dello stesso Napoleone, la cattedrale viene trasferita dall’antica sede di San Pietro di Castello a San Marco che perde la funzione originaria di cappella del doge per diventare così cattedrale cittadina.

Il percorso e la visita della basilica di San Marco

La facciata

La facciata principale della Basilica di San Marco può essere idealmente divisa in tre sezioni: la parte inferiore, quella superiore e le cupole.

Realizzata in marmo, risale al XIII secolo e si distingue per un piano terra con ben cinque portali strombati. Al piano superiore è invece presente una terrazza accessibile ai visitatori, affacciata su Piazza San Marco. Qui, si potranno notare le copie dei quattro cavalli di bronzo giunti a Venezia da Costantinopoli dopo la quarta Crociata, apprezzabili nella loro versione originale nel Museo.

Il portale centrale vanta una lunetta sulla quale compare il Giudizio Universale.

Si tratta del portale più grande e, al tempo stesso, anche quello maggiormente decorato.

Tutti comunque meritano uno sguardo approfondito, in particolare il portale di Sant’Alipio, posto a sinistra, l’unico a presentare ancora il mosaico originale, raffigurazione dell’ingresso del corpo di San Marco all’interno della Basilica.

Gli interni della Basilica di San Marco

La Basilica di San Marco è nella sua interezza un’opera d’arte unica al mondo.

Colpiscono innanzitutto i mosaici dorati che decorano oltre le cupole interne e le arcate della facciata quasi l’intera struttura.

Raffigurano alcuni importanti passaggi della Bibbia, così come l’intera storia del lungo viaggio delle spoglie di San Marco, da Alessandria d’Egitto fino a Venezia, dov’è oggi il Santo è custodito all’interno dell’altare maggiore. Ai mosaici si affiancano i marmi policromi.

La prima area che accoglie il visitatore, oltrepassati i portali è quella del nartece.

Si tratta di uno spazio riservato all’accoglienza dei fedeli. Anche questo è particolarmente ricco di elementi, come ad esempio i mosaici che decorano sia il soffitto che le cupole.

Una vera e propria anteprima, di gran pregio, di quanto si presenta all’interno della Basilica.

Col passare dei secoli, in un’evoluzione che non ha visto soste, gli interni della basilica di San Marco si sono arricchiti di sculture, marmi, gioielli e, in generale, opere d’arte.

Elementi giunti da ogni parte del mondo.

Un processo reso possibile dal ruolo di fulcro commerciale di Venezia e dalle crociate, che apportarono alla Serenissima Repubblica oggetti preziosi provenienti da Costantinopoli e dalla Terra Santa.

Tra i pregi interni alla basilica c’è il pavimento musivo in marmo risalente in parte al XII secolo. Tante le tematiche che lo compongono, con svariati intrecci, ruote, figure geometriche ma anche animali. Tra questi è possibile apprezzare cervi, cani, colombe, aquile e molti altri. Ognuno di questi vanta ovviamente un significato simbolico ben preciso.

La visita del complesso della basilica prevede un’area gratuita, accessibile a tutti, e altre a pagamento tra queste la Pala d’Oro, il Tesoro e il Museo di San Marco.

La Pala d’Oro 

E’ la prima area a pagamento nella quale ci si imbatte.

Posta nel presbiterio, alle spalle dell’altare è realizzata in oro, argento, smalti e pietre preziose. A commissionarla fu Pietro Orseolo I nel 976.

Il suo completamento però, fino a raggiungere l’aspetto odierno, ha richiesto circa 300 anni. Alla prima versione infatti ne sono succedute molte altre, considerando come tutti i dogi successivi ne ordinarono degli arricchimenti, ponendola come simbolo del loro potere.

Il Tesoro di San Marco 

E’ l’insieme degli oggetti più preziosi raccolti nel corso dei secoli per omaggiare il Santo.

Oggi è possibile ammirare 283 pezzi realizzati in differenti epoche e provenienti da varie parti del mondo. Per la maggior parte però si tratta di elementi giunti a Venezia dall’Oriente e in particolare da Costantinopoli.

ll Museo di San Marco

Oltre ai tesori conservati all’interno della Basilica di San Marco il visitatore potrà approfondire la sua conoscenza sulla storia della basilica attraverso il Museo di San Marco

Costituito verso la fine dell’Ottocento è stato di recente rivisitato con un nuovo allestimento e un ampliamento dei suoi spazi tra l’area storica sopra l’atrio-nartece della Basilica di San Marco e l’ex sala dei Banchetti del doge.

Al suo interno sono raccolti oggetti di varia natura e provenienza appartenenti alla basilica.

Tra le opere più ricercate troviamo la famosa Quadriga marciana qui spostata dalla posizione originaria che per secoli è stata al centro della facciata principale.

Realizzati in lega bronzea, i quattro cavalli in origine sembra fossero posti all’interno dell’Ippodromo di Costantinopoli.

Giunta a Venezia dopo la Crociata del 1204, la Quadriga è stata per un breve periodo in Francia, a Parigi, quando Napoleone nel 1797 la volle utilizzare come modello per la quadriga poi realizzata e posta, sull’Arco di Trionfo del Carrousel.

Un’altra importante opera è la pala feriale di Paolo Veneziano, una tavola lignea della metà del XIV secolo dipinta con le storie di San Marco, usata anticamente per coprire la Pala d’oro.

Tra le collezioni del museo di San Marco ci sono oltre ad un’importante quadreria,  tappeti persiani, paramenti liturgici, codici miniati con i testi delle liturgie marciane e frammenti di mosaici antichi, staccati durante i restauri ottocenteschi.

Si aggiungono arazzi in lana con le storie della Passione di Gesù ed altri in seta e argento con le storie di San Marco.

La Piazza San Marco

Come detto la basilica di San Marco si erge di fronte all’omonima Piazza definita da Napoleone il più bel salotto da ricevimento d’Europa. In origine era attraversata da un canale, destinata alle coltivazioni. Questo venne interrato nel 1174 e nel 1267 la piazza venne infine pavimentata. Da allora divenne il centro religioso, culturale, sociale e politico di Venezia.

Al suo centro si erge il campanile di San Marco, uno dei più alti in Italia (sfiora i cento metri di altezza).

Originariamente antica torre di avvistamento fu ricostruito più volte fino all’inizi del Novecento quando un catastrofico crollo lo rase al suolo. Dieci anni dopo, nel 1912 rivedette la luce “dov’era e com’era” come decise l’allora Consiglio comunale della città.

Nel 1932 al suo interno è stato installato un ascensore che permette oggi ai visitatori raggiungere la cella campanaria in 30 secondi, e da qui ammirare il più bel paesaggio aereo di Venezia.

Gli orari e i biglietti

Altre informazioni per la visita

  • Luogo: Piazza San Marco
  • Servizio di trasporto pubblico: linea 1-2 Actv, fermata Vallaresso San Marco
  • Telefono: 041 270 83 11
  • Sito internet: https://basilicasanmarco.it

Come arrivare a:

Basilica di San Marco

A Venezia

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Basilica di San Marco

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