Una vita da gatto – recensione del film con Kevin Spacey

Esiste un periodo dell’anno, quello natalizio, dove anche il più accanito cinefilo sente un bisogno quasi primordiale di vedere quei film che in un modo o nell’altro lo hanno avvicinato al cinema, quei film, senza i quali, probabilmente non starebbe nemmeno a vedere Kurosawa o simili. E allora ben vengano i film per famiglie, quelli da reti mediaset o rai, da vedere con il piumone e una bella tisana oppure, quando ancora ne troviamo in sala, come in questo caso, con un bel pop corn, staccando il cervello, portandoci dietro fratellini, nipotini, cuginetti e quant’altro per godersi un film come Una vita da gatto di Barry Sonnenfeld.

Mettiamo subito in chiaro che il film che vede il protagonista Kevin Spacey trasformarsi in gatto a causa di una magia e che imparerà così il vero valore della famiglia come ogni film di Natale che si rispetti, non è un capolavoro, anzi. Il CGI troppe volte posticcio e la trama che segue il solito canovaccio, potrebbero far storcere il naso a molti, ma, se lo prendiamo per quello che è, lasciamo perdere sovrastrutture mentali che troppe volte, soprattutto a noi critici, non permettono di vedere le pellicole con il piacere di un tempo, ecco che potremmo divertirci assieme ai più piccoli.

Una vita da gatto è, infatti, un film divertente e divertito che non si prende troppo sul serio e che non ha grandi pretese. Il suo punto di forza è quello dell’effetto nostalgia, rimandando la nostra memoria, come detto, a quei film che ci hanno cresciuto dove il protagonista, causa lavoro finisce per trascurare i propri cari e deve affrontare mille difficoltà per imparare la lezione e poter tornare tra di loro. La pellicole di Sonnefeld guarda alle lezioni del passato e senza scomodare Frank Capra e La vita è meravigliosa, con il quale il confronto sarebbe inopportuno nonostante la tematica sia simile, possiamo pensare a film come ad esempio Big con Tom Hanks.

Il regista sa che il mondo di oggi ha la tendenza di passare ore su You Tube a guardare le avventure di gattini da tutto il mondo e, facendo leva su questa moda, costruisce un film leggero, simpatico, con un Kevin Spacey completamente in parte, che ben riesce ad incarnare l’anima di un gatto alternando freddezza e grande sensibilità.

Un film per tutti che ci aprirà ufficialmente la porta alla stagione dei film per famiglie che ci scaldano il cuore e di cui, non ne neghiamolo, ne abbiamo tutti bisogno.

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