Bosch, Venezia e gli appuntamenti di marzo

Dopo i “cinquecento anni” di Giovanni Bellini, maestro assoluto del Rinascimento italiano, Venezia ricorda un altro grande artista del Cinquecento, Jheronimus Bosch pittore affascinante ed enigmatico, vissuto in Olanda fra il 1450 e il 1516 nella città di Boscoducale (‘s Hertogenbosch).

Ma cosa lega un pittore olandese del Cinquecento a Venezia? La risposta arriva da un’importante mostra che la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e il Museo nazionale delle Gallerie dell’Accademia Gallerie di Venezia hanno da poco presentato nei prestigiosi spazi di Palazzo Ducale, per la precisione in quelli dell’appartamento del Doge.

Bosch e Venezia, questo il suo titolo, dopo le due grandi esposizioni del 2016 di ‘s Hertogenbosch e del Prado, rende omaggio all’artista olandese prendendo spunto da tre sue famose opere, i trittici degli Eremiti e di Santa Liberata e le quattro Visioni dell’Aldilà, tuttora conservate a Venezia (uniche in Italia) presso Palazzo Ducale e Palazzo Grimani.

I tre dipinti, resi ancor più straordinari da un accurato intervento di conservazione e restauro eseguito proprio in occasione della celebrazione dei 500 anni, rappresentano momenti significativi della produzione del pittore, caratterizzata da visioni fantastiche e immagini oniriche di grande effetto.

Da queste tre opere e dal loro restauro la mostra veneziana trae nuovi motivi di conoscenza, sulle origini e sul loro significato, ma anche sull’impatto che quest’artista avrà sull’arte italiana, influenza che la mostra documenta con una cinquantina di opere di suoi stretti seguaci, in gran parte provenienti da collezioni veneziane.

Nell’occasione un focus importante ed inedito toccherà il rapporto tra le Fiandre e uno dei più raffinati e colti protagonisti della scena veneziana, il cardinale Domenico Grimani (Venezia 1461 – Roma 1523) che volle nella propria residenza, l’attuale Palazzo Grimani, proprio le opere del Bosch.

Altre mostre non meno coinvolgenti si affiancano a questa. A riguardo ricordiamo ancora per i Musei Civici, le due bellissime mostre allestite negli spazi di Ca’ Pesaro e di Palazzo Fortuny. Sono rispettivamente la grande retrospettiva dedicata all’artista statunitense d’impronta impressionista, William Merritt Chase e quella sui Cadorin, storia di una dinastia di artisti che ha visto il suo corso nella Venezia tra Otto e Novecento.

Nel panorama del mese troviamo poi, per l’arte antica, la mostra su Michele Giambono (e altri importanti maestri lagunari e veneti del ‘400), alle Gallerie dell’Accademia; per l’arte moderna, l’importante retrospettiva su Tancredi, “il poeta dell’arte astratta” che ritrova dopo cinquant’anni la dimora dove nacque la sua storia con Peggy Guggenheim, a Ca’ Venier dei Leoni; per l’arte contemporanea, la Collettiva dei finalisti del Premio internazionale Arte Laguna dedicata a tutte le sfaccettature dell’arte, allestita presso gli spettacolari spazi delle Nappe dell’Arsenale (dal 25 marzo); per la fotografia, la splendida mostra Artico. Ultima frontiera, negli spazi della Casa dei Treoci, alla Giudecca, 120 immagini, rigorosamente in bianco e nero, di tre maestri della fotografia di reportage.

Per quanto riguarda la pagina dello spettacolo il mese riserva altre interessanti occasioni, tra queste, quelle offerte dal Gran Teatro La Fenice e del Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni. Scorrendo il cartellone del primo troviamo per la lirica due rappresentazioni della Bhoème di Giacomo Puccini e sette della Carmen di Georges Bizet; per la danza tre spettacoli del Tour italiano della Parsons Dance firmati dal coreografo statunitense David Parsons; per la sinfonica due concerti diretti da Marco Angius e poi, ancora, appuntamenti di musica jazz, pop e da camera.

Per il Goldoni e quindi per il teatro di prosa, segnaliamo invece la commedia brillante Il bagno di Astrid Vailon con Stefania e Amanda Sandrelli; Fedra, un’opera tratta da Seneca e qui interpretata da Andrea de Rosa; Porcile, dramma dall’opera di Pier Paolo Pasolini, rivisitato da Valerio Binasco.

Dai teatri, alle chiese, ai palazzi… altre alettanti occasioni completano il cartellone del mese. Tra queste quelle offerte dal Fondaco dei Tedeschi e dalla sua E ora dove andiamo?, rassegna culturale incentrata sul tema del viaggio con incontri di musica, di danza, di cinema.

Dal T Fondaco, il primo lifestyle departement store di DFS Group in Europa, a Palazzo Grassi, o meglio al suo teatro. Qui dal 2 al 5 marzo la ribalta sarà per Lo schermo dell’Arte Film Festival, una selezione esclusiva di proiezioni dell’ultima edizione della rassegna fiorentina dedicata al film d’artista.

Lettura e letteratura saranno infine protagoniste in vari spazi in città a fine mese (dal 29) con la decima edizione dell’affermata rassegna Incroci di Civiltà, il Festival internazionale di Letteratura di Venezia promosso dall’Università di Ca’Foscari.

All’agenda del mese aggiungiamo infine tre date: l’8 marzo, giorno in cui si celebra la Festa internazionale della Donna; il 20 marzo, giorno che segna nel nostro emisfero l’inizio della Primavera; il 25 marzo, genetliaco di Venezia (la data che la storia, o meglio la leggenda, attribuisce alla nascita della città).

Tre date per tre ricorrenze, che con suoi Ospiti, Venezia non mancherà di festeggiare. D.R.

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