Lo spettacolo dell’Arte

Venezia è arte. Essa stessa nel suo insieme può essere definita come un’opera d’arte, perfetto connubio tra intervento della natura e attività umana, nei suoi valori, naturalmente, di eccellenza. Stili diversi appartenenti ad epoche diverse che hanno attraversato due millenni di storia si fondono qui in una delle più straordinarie rappresentazioni dell’uomo.

Ecco che questa città diventa il luogo ideale per rappresentare l’arte in tutte le sue definizioni, così oggi la Biennale e tutte le maggiori istituzioni della città, rappresentano le molteplici sfaccettature dell’arte, da quella classica a quella contemporanea.

Lo spettacolo dell’arte è quindi completo.

Dal mese di maggio con l’apertura ufficiale della Biennale Arte, o meglio, della Esposizione internazionale d’Arte, così come oltre cento anni fa è stata definita, Venezia si trasforma nella capitale assoluta dell’arte, in Italia, in Europa, forse, nel mondo.

Non è il caso qui di presentare “la grande mostra” – lo faremo una volta aperte le sue porte dal prossimo numero – ma vediamo invece quali sono i tratti principali della grande kermesse veneziana che dal mese di maggio, fino praticamente a tutto il mese di novembre, invaderà la città con mostre, installazioni, performances, eventi di ogni genere e tipo.

Il punto di partenza a questo che si potrebbe definire come “il Festival internazionale dell’Arte di Venezia”, sarà la spumeggiante “vernice” della Biennale che dal 9 al 12 maggio ospiterà nei suoi vasti spazi dislocati tra i Giardini di Castello e l’Arsenale – ma anche in molti palazzi in città che rappresentano padiglioni nazionali o ospitano mostre collaterali – migliaia di “addetti ai lavori”, tra artisti, giornalisti, direttori di musei, curatori di mostre…

Gli stessi giorni vedranno un fiorire di mostre lanciate da istituzioni, gallerie, associazioni d’arte, musei. Poi, da sabato 13 le porte della Biennale si apriranno al pubblico con le cerimonie al mattino di premiazione e di inaugurazione.

Tra le innumerevoli proposte del momento ci saranno quelle del MUVE – Musei Civici di Venezia, che con l’occasione lancia Muve contemporaneo, una ricca offerta espositiva legata ai linguaggi dell’arte contemporanea, e quelle promosse da Fondazione Giorgio Cini, Fondazione Prada, Università di Ca’Foscari, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Fondazione Louis Vuitton, Fondaco dei Tedeschi…

Non solo, chi arriverà a Venezia per le festività del primo maggio potrà contare su un panorama espositivo già di altissimo livello con una serie di straordinarie mostre, eccole: quella dedicata al pittore statunitense dell’arte astratta Mark Tobey, allestita negli spazi del tempio veneziano dell’arte moderna, la Collezione Peggy Guggenheim; quella di Damian Hirst, artista britannico famoso per le sue provocazioni (e per le esorbitanti quotazioni delle sue opere) che con il suo imponente progetto espositivo impegna per la prima volta assieme i due spazi della Fondazione Pinault (Palazzo Grassi e Punta della Dogana); quella sull’altrettanto sconvolgente artista, ma questa volta del Cinquecento, Jheronimus Bosch, a Palazzo Ducale. E ancora, quelle sui raffinati disegni francesi della Collezione Prat visibili presso il Museo Correr; quella sui tappeti e sui dipinti del Rinascimento, intitolata Trame della Serenissima, presso la galleria Giorgio Franchetti; quelle dedicate a due maestri della fotografia, il brasiliano Vik Muniz e lo statunitense David Lachapelle, rispettivamente ospitate a Palazzo Cini e alla casa dei Tre Oci, alla Giudecca.

Sempre nel tema, chiudiamo questa breve presentazione con un breve scambio di battute con uno dei protagonisti degli ultimi quarant’anni del mondo artistico veneziano, il prof. Philip Rylands, direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

D.R.

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