Luglio, con arte, tradizioni, musica…

Un ragazzino con la cravatta rossa seduto con lo sguardo attento rivolto all’artista. E’ uno degli ottantadue ritratti contraddistinti dall’ironia e, in particolar modo, dagli sgargianti colori pop di David Hockney, ottantenne maestro dell’arte figurativa contemporanea.

Li presenta a Ca’ Pesaro, in quella che è considerata la maggiore esposizione dedicata a questo artista in Italia, la Fondazione Musei Civici di Venezia , fiore all’occhiello di una serie già straordinaria di mostre dedicate dall’istituzione veneziana – conservatrice dell’eredità museale veneziana –  all’arte contemporanea.

Inglese di nascita ma californiano di adozione – ecco forse qui la “spiegazione” dei colori solari dell’artista – Hockney storico esponente della pop art britannica ci presenta la raffigurazione di quelle che sono le sue relazioni personali, con il mondo artistico internazionale ma anche con quelle del suo vivere quotidiano.

E realizza questo progetto come una sfida, decisamente anomala per un artista: quella di concedersi per ognuno dei ritratti lo stesso tempo: tre giorni, con tre sessioni ognuna di sei ore e … lo stesso spazio, una sedia, sempre la stessa, con alle spalle il medesimo sfondo neutro.

La mostra, da poco aperta, può considerarsi come il fiore all’occhiello di MUVE Contemporaneo una serie di esposizioni presentata dai Musei Civici in occasione dell’Esposizione internazionale della Biennale, ma ce ne sono altre, moltissime altre.

Tra queste impossibile non menzionare quella di Mark Tobey alla Peggy Guggenheim, di Damien Hirst, a Palazzo Grassi, di Philip Guston alle Gallerie dell’Accademia; di Valery Koshlyakov a Ca’ Foscari , di Sottsass alla Fondazione Cini, di David Lachapelle alla Casa dei Treoci, alle quali si aggiungono splendide collettive come quelle allestite a Palazzo Fortuny, Intuition; a Ca’ Corner della regina (Fondazione Prada), The capitain Lied; a Palazzo Franchetti, Glass Stress; al V.A.C. Foundation (Zattere) Force Space construction.

Si inserisce nel contemporaneo – ma in questo caso solo per la tecnologia usata negli allestimenti – Magiter Giotto, una spettacolare mostra multimediale (prima di una serie dedicata ai grandi maestri dell’arte italiana) attesa per il 13 luglio nel monumentale spazio della Misericordia.

Se l’arte non può mancare di conquistare l’ospite veneziano ci sono poi altre importanti opportunità per vivere la città secondo quello che il momento offre.

La Festa del Redentore per esempio. E’ una delle più suggestive manifestazioni della tradizione veneziana, rappresentazione contemporanea di un evento che per secoli ha contraddistinto il costume e la storia della città.

Alla festa religiosa contraddistinta da un pellegrinaggio lungo un ponte di barche, si affianca quella profana, contraddistinta ancor oggi da una serata vissuta tra le rive e lo specchio d’acqua antistante la chiesa e il molo di San Marco. Al Redentore si affiancano nel periodo le numerose feste patronali con le loro regate, ultime interpreti dello spirito popolare della città.

 

Ci sono infine gli spettacoli. Fra tutti, quelli del Teatro La Fenice, con le rappresentazioni della Sonnambula di Vincenzo Bellini e della Traviata di Giuseppe Verdi. A queste si aggiungono, tra i vari appuntamenti in cartellone, un’opera sperimentale di Fabrizio Plessi e una serata speciale con Massimo Ranieri. Per la danza segnaliamo invece l’ultimo spettacolo alle Tese dell’Arsenale di First Chapter per la undicesima edizione del Festival internazionale di Danza contemporanea e l’apertura della 45esima edizione del Festival internazionale del Teatro, eventi curati entrambi dalla Biennale di Venezia.

D.R.

 

Facebook2k
Facebook
G0
G
https://www.unospitedivenezia.it/copertina/luglio-con-arte-tradizioni-musica/
EMAIL
RSS