Magie (e opportunità) d’inverno

Il crepuscolo in Piazzetta San Marco, sullo sfondo un cielo terso illuminato dalle prime luci dell’alba… Venezia, città diversa da tutto e da tutte, unica per le sue atmosfere, ci appare ancor più d’inverno, come luogo straordinario.

A volte velata dalle foschie lagunari, altre da un leggero manto di neve, altre ancora riflessa in uno specchio d’acqua creato dal capriccio di una marea o immersa nell’eterea solitudine delle prime luci del mattino, la città avvolge come per magia chi, come lei, ha un’anima.

Le sue calli, le sue fondamenta, i suoi campi, svuotati da un turismo troppo spesso irrispettoso, proprio in questa stagione sanno offrire il piacere di vivere una città fuori dal tempo dove ogni percezione sensoriale viene esaltata, fino quasi a percepire, il battito lento del suo essere.

I rintocchi sordi delle campane; lo sciabordio dell’acqua sulle rive consunte; la risonanza dei passi sul selciato, diventano così elementi che portano ad una dimensione diversa, sicuramente più intima e sincera. La Venezia invernale è forse quindi, per pochi, ideale panacea per spiriti romantici, ma anche per chi più semplicemente cerca rifugio dalla frenesia della vita quotidiana.

Ma, indubbiamente, c’è anche qualcosa di più tangibile. Il mese di gennaio, notoriamente di stasi per quanto riguarda la programmazione, offre comunque un interessante panorama di eventi.

Si parte con il tradizionale Concerto di Capodanno della Fenice, diretto dal maestro coreano Myung-Whun Chung. La programmazione del teatro prosegue poi nel mese con le rappresentazioni della Traviata di Verdi e, presso il Teatro Malibran, della Metamorfosi di Pasquale di Gaspare Spontini, autore ottocentesco, esponente del classicismo

Per la danza e la prosa c’è invece il Teatro Goldoni con un doppio balletto, La sagra della Primavera / Bolero, presentato su due famose partiture di Stravinskij e Ravel al quale segue l’opera tragicomica, I due gentiluomini di Verona, tra le prime composte da William Shakespeare.

Alla pagina dello spettacolo si affianca poi quella dell’arte con le mostre temporanee. Ancora per qualche giorno saranno visibili gli spettacolari Tesori dei Moghul e dei Maharaja della Collezione Al Thani, a Palazzo Ducale; i raffinati vetri di Vittorio Zecchin alla Fondazione Cini; le emblematiche opere del Simbolismo mistico alla Collezione Peggy Guggenheim.

Per tutto il mese invece gli amanti dell’arte classica potranno approfittare della mostra allestita per il bicentenario delle Gallerie dell’Accademia, L’ultima gloria di Venezia, presentata appunto nel massimo museo dedicato alla storia artistica della repubblica Serenissima. Di tutt’altro genere a poca distanza, nella nuovissima sede della fondazione russa V.A.C, sempre nel mese ci saranno le opere di Electric Comma dove l’arte interpreta l’era dell’intelligenza artificiale. Gli amanti della fotografia dovranno invece varcare il canale della Giudecca per la bellissima mostra di uno dei pionieri del reportage fotografico, lo svizzero Werner Bischof.

Abbiamo accennato a suggestioni ed eventi ma c’è ancora un qualcosa che la città offre di altrettanto allettante, almeno per molti. É quella offerta dalla parata di negozi, boutique, laboratori, gallerie d’arte e di antiquariato.

Un’opportunità avvalorata in questo mese dal periodo di saldi e offerte speciali promosse da tutti i maggiori brand del mercato. Di questi marchi un Ospite di Venezia ne elenca alcuni, con la certezza di rappresentare, con la loro immagine, quel valore e quella qualità di cui, in ogni campo, da sempre, Venezia va fiera.

D.R.

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