Venezia d’inverno

Anche questa è Venezia: un velo di neve lungo il molo di San Marco, il riverbero sull’acqua di un languido raggio di sole, delle gondole a riposo e… una giovane sposa vestita di tulle. L’amore per questa città non ha limiti e un matrimonio qui può rappresentare l’estremo suggello a questo amore e, al proprio. Così, da sempre, Venezia con le sue atmosfere senza tempo, colpisce i cuori anche d’inverno.

Le giornate corte, il freddo, a volte la nebbia e le acque alte, non sono in questo caso elementi negativi, anzi, fanno parte di un “essere” della città che la rende spesso più vera e intima.

L’atmosfera notturna per esempio, accresce ancor più il fascino del periodo. Passeggiare tra calli e fondamenta semi-deserte, guidati dal suono dei passi o dalla fioca luce dei lampioni è di per sé un piacere che poche città possono offrire.

L’inverno poi, qui come altrove, invoglia a trovare un rifugio. Ecco allora infinite possibilità.  Ci sono alberghi e musei dal sapore di antiche dimore, eleganti teatri, accoglienti ristoranti, caffè e osterie, scintillanti boutique, gallerie d’arte e di artigianato.

Ci sono poi gli eventi, ovvero le manifestazioni temporanee, da sempre fiore all’occhiello della città. Uno di questi apre per tradizione il periodo, è il Concerto di Capodanno, diventato un must del calendario veneziano. Il suo scenario, il Gran Teatro La Fenice, vero e proprio tempio della musica, è unico e ripropone i fasti dell’allestimento originale. Al concerto, diretto dal maestro Myung-Whun Chung, e ripreso in diretta dalla RAI, seguiranno nel mese una serie di spettacoli, tra questi, due concerti sinfonici diretti da Jeremie Rhorer e una serie di rappresentazioni della Traviata di Verdi e del Werther di Massenet. Ancora per il teatro, ma questa volta per la prosa, il Teatro Stabile Carlo Goldoni, presenta un nutrito programma di spettacoli, tra questi La bisbetica domata, il balletto Lo schiaccianoci e lo show della coppia comica Lopez-Solenghi.

Per le mostre, come sempre Venezia offre un ampio ventaglio di scelta, almeno per il primo periodo del mese. Fino al 6 gennaio il panorama offre le due mostre dedicate al grande interprete del rinascimento veneziano, Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, visibili a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell’Accademia. Sempre fino al 6 sono visibili l’antologica su Albert Oehlen a Palazzo Grassi; la raffinata produzione della vetreria Cappellin, presso le Stanze del Vetro all’isola di San Giorgio; la retrospettiva sul fotografo francese Willy Ronis alla Casa dei Treoci e, ancora, il famoso ciclo pittorico “Il Poema della vecchiaia” di Angelo Morbelli a Ca’ Pesaro.

Fino al 14 gennaio c’è poi la bella retrospettiva su Osvaldo Licini, protagonista del modernismo italiano, negli spazi della Collezione Guggenheim.

Chiude invece il 20 l’affascinante mostra Idoli, un excursus sulla raffigurazione umana. Proseguono invece FutuRuins, indagine sul concetto che il mondo occidentale attribuisce alla rovina; Radical, progetto di arte contemporanea con focus la materia vetro; Da Kandinsky a Botero, interpretazione di alcuni capolavori del Novecento fatta attraverso l’arte tessile; Gli ultimi giorni di Bisanzio, alla Marciana.

Ricordiamo infine il primo gennaio il bagno degli Ibernisti, tradizionale tuffo in mare con brindisi aperto al pubblico, in omaggio al nuovo anno, sulla spiaggia del Lido; la simpatica regata delle Befane, in Canal Grande, il 6 gennaio, la suggestiva pista di pattinaggio su ghiaccio, in campo San Polo e, per la parte culturale, la Giornata della Memoria, il 27 gennaio, presso il Museo Ebraico. D.R.

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