Ammore e Malavita & My Generation: Na Na Napoli e Lo Lo London

L’anno scorso il Lido venne invaso dalla gioia e dalla musica di La La Land, tanto che, come potete vedere qui sotto, ancora se ne parla e, tra i classici della sigla mostra un frame è proprio dedicato al film di Chazelle. Quest’ anno la musicalità è concentrata in due film trascinanti come Ammore e Malavita dei Manetti bros e il documentario sulla swinging London My Generation di David Batty.

Camorra al ritmo di musica quella che ci regalano i Manetti che con grande ironia prendono la classica sceneggiata napoletana e ne fanno un musical moderno raccontandoci la storia del temuto killer Ciro che con Rosario è una delle due tigri al servizio di don Vincenzo, o re do pesce, e della sua astuta moglie, donna Maria. Fatima è una sognatrice, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti ma destinati a incontrarsi. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato lincarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono, luno nellaltra, lamore mai dimenticato della loro adolescenza.

Divertente, avvincente con alcune canzoni già cult con l’unica pecca di durare un po’ troppo ma con un cast in grado di sostenere questo noir musical che sa ridere di se stesso e che dimostra la tendenza di questo nuovo e prorompente cinema italiano di saper essere fresco, pop e immensamente ironico. La pecca principale, se proprio di pecca dobbiamo parlare, è quella di essere però legato troppo al nostro territorio e di diventare di difficile fruibilità per il pubblico straniero che faticherà a capire alcune battute legate all’immaginario italiano. Il passato della sceneggiata napoletana dunque che si fonde con il futuro e trova nei Manetti bros due tra i registi più interessanti di questa new wave italiana tutta da scoprire.

Ma è di passato unito al futuro che si parla anche nello splendido ed imperdibile My Generation con l’intramontabile Micheal Caine che ci racconta di quel periodo, la swinging London, che ha per sempre segnato la scena pop mondiale e che ha cambiato il modo di vivere di migliaia di giovani inglesi, influenzando poi anche il resto del mondo.

Attraverso le voci dei protagonisti come Paul McCartney e Twiggy, il regista David Batty ci porta a rivivere non solo le sensazioni e le musiche del periodo, ma anche è soprattutto quella voglia di cambiamento che i giovani provenienti dalla provincia e dalla working class hanno portato. Ma è questo un film diretto ai giovani di oggi, parla del passato ma l’occhio è completamente rivolto al futuro. Mostrando come la situazione all’epoca, i razionamenti post bellici e la guerra fredda in atto, non fosse poi così diversa da quella attuale, senza mai dirlo esplicitamente, invita le nuove generazioni a mettere in atto una rivoluzione culturale in grado ancora una volta di salvarli, staccandosi della paura e creando un mondo più libero attraverso la musica e l’arte in generale.

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