Dal 5 novembre chiudono nuovamente i cancelli della Collezione Peggy Guggenheim, ma l’arte e la cultura non si fermano

In base a quanto stabilito dall’ultimo DPCM, allo scopo di contenere il diffondersi del Covid-19, a partire da giovedì 5 novembre e fino al 3 dicembre la Collezione Peggy Guggenheim è costretta a chiudere i cancelli di Palazzo Venier dei Leoni.

“Dal 2 giugno, data di riapertura della Collezione al pubblico, il museo ha garantito ai propri visitatori un’esperienza in sicurezza, nel rispetto delle norme di contenimento del virus, a partire dagli ingressi contingentati, dunque fortemente ridotti. Purtroppo la situazione attuale costringe a prendere decisioni drastiche come quella di chiudere i musei”, afferma a malincuore la direttrice Karole P. B. Vail. “Dobbiamo resistere, e andare avanti. Dobbiamo essere uniti più che mai, anche a distanza, affinchè la cultura non si fermi. L’arte può stimolare la riflessione, il dialogo e lo scambio. Abbiamo imparato, durante lo scorso lockdown, che nei momenti di crisi e di cambiamento l’arte può essere fonte di conforto e ispirazione, può unire, anche a distanza, ed essere essa stessa una forma di resilienza. Abbiamo fatto un grande lavoro per portare la PGC a casa di tutti coloro che amano il museo, attraverso i numerosi progetti digitali sul sito e i nostri canali social. Faremo altrettanto ora, e continueremo a farlo in futuro, nella speranza che le porte della cultura possano riaprire al più presto”.

In questo periodo, con un articolato e sempre rinnovato palinsesto, tutto da scoprire sul sito guggenheim-venice.it, proseguono le attività digital e social della Collezione, e viene confermato il terzo appuntamento del progetto SuperaMenti. Pratiche artistiche per un nuovo presente, con il workshop di Alice Pasquini “Oltre il muro: arte e contesto”, che si svolgerà interamente da remoto sulla piattaforma Zoom, tra il 20 e il 29 novembre.

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