3 ATTI UNICI: IL TEATRO MUSICALE DI BIENNALE COLLEGE

Alla sua quarta edizione, Biennale College – Musica presenta tre atti unici, brevi opere di teatro musicale da camera a micro budget, selezionate tramite bando internazionale. Venerdì 6 ottobre al Teatro Piccolo Arsenale (ore 20.00) debuttano: Orpheus moments del compositore tedesco Ole Hübner (1993), con libretto di Tassilo Tesche, video e scene di Jakob Boeckh, regia di Friederike Blum; Apnea del compositore Leonardo Marino (1992), con libretto e regia di Alice Lutrario, scene di Lucia Menegazzo; La stessa barca di Raffaele Sargenti (1980), libretto composto insieme ad Antonello Pocetti, che firma anche la regia, scene di Antonino Viola, video di Rosario Di Benedetto.

Orpheus Moments rilegge in chiave molto originale il mito di Orfeo ed Euridice, che è anche un topos della storia musicale e il prototipo del musicista e dell’artista. “Il canto di Orfeo compie l’emancipazione, le sue abilità individuali lo disilludono nei confronti delle regole del suo ambiente. In tal modo egli è anche un predecessore del soggetto moderno. Suona la sua lira e gioca con gli dèi finché la sua dote più umana – il dubbio – rovina i suoi piani. Voltandosi indietro, cambiando la sua direzione s’allontana da tutti i percorsi dati. Nelle oltre cinquanta versioni musicali del mito di Orfeo attraverso la storia dell’opera questo voltarsi indietro è stato via via motivato in modo molto diverso. Ed è anche il fulcro di questa nuova interpretazione. L’esito dei suoi dubbi è di nuovo la perdita della sua amata – come scrive Ovidio: «ed egli, uomo infelice, cercò sì, tendendo le braccia d’afferrarla e di essere afferrato ma null’altro strinse che l’aria sfuggente». Ma la motivazione è diversa, è nuova e non è stata ancora detta”.

Friederike Blum, Jakob Boeckh, Ole Hübner e Tassilo Tesche formano da tempo una squadra artistica che dal 2015 opera nel campo del teatro musicale. Si sono incontrati all’Istituto di arti applicate dell’Università Justus Liebig di Giessen, dove hanno studiato con Heiner Goebbels, Bojana Kunst, Gerald Siegmund, fra gli altri. La prima volta hanno lavorato insieme a un’installazione performativa lunga sei ore, The Navidson Records (Münchener Biennale e Konzert Theater Bern, 2016). Nel 2017 presentano la performance Spurenverfallstheorie (Decay Theory) basata su materiali musicali dell’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell. Anche se ognuno di loro ha una propria specializzazione, ci tengono a sottolineare che fondamento della loro collaborazione è la totale apertura alla competenza di ognuno insieme a un alto grado di conoscenza del lavoro degli altri e quindi di interdisciplinarietà.

Apnea mette in luce il rapporto tra desiderio e realtà, tra sogno e disillusione. Protagonista è una donna che ci racconta, attraverso la sua lunga allucinazione, un’esistenza di fallimenti, di tentativi di relazionarsi col mondo e con gli altri andati inevitabilmente a vuoto. “Lo sguardo abbacinato di Apnea – scrivono gli autori – ci racconta di un universo che si disgrega, che cade a pezzi e del vano tentativo di restituirgli un ordine, del desiderio di scoprirsi e ritrovarsi nell’altro che crolla inevitabilmente nella solitudine e nell’abbandono, dell’utopia folle di ricompattare i frammenti per tentare di costruire un futuro, mentre l’universo circostante continua a disgregarsi. Un processo di inarrestabile entropia, visiva come musicale, scandisce le tappe di questa storia che accelera sempre più vorticosamente fino ad implodere nel suono ritmico di una goccia d’acqua che rimbomba in una casa vuota, dopo la morte della donna”.

Leonardo Marino ha studiato pianoforte, composizione e armonia jazz con Salvatore Bonafede per diplomarsi prima in pianoforte jazz presso l’Istituto Musicale V. Bellini di Catania e poi in composizione presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, sotto la guida di Alessandro Solbiati. Attualmente studia direzione d’orchestra sotto la guida di Yoichi Sugiyama. È uno dei tre vincitori del premio AFAM 2015, organizzato dal Divertimento Ensemble, si è classificato secondo al Premio Abbado 2015 e ha vinto la settima edizione del Concorso Europeo di Composizione “Galleria d’Arte Moderna di Milano”. La sua musica è stata eseguita in numerose stagioni concertistiche, come Festival Pontino, MiTo, Milano Classica. Ha collaborato con diversi artisti tra i quali il Divertimento Ensemble, Mdi Ensemble, Ukho Ensemble, Laura Catrani, Mariagrazia Bellocchio, Alfonso Alberti, Selene Framarin, Simon Proust.

La stessa barca mette sotto la lente d’ingrandimento il tema di drammatica attualità dei migranti che si consuma ogni giorno sulle sponde del Mediterraneo, ma lo fa senza retorica, dal duplice punto di vista di chi fugge e di chi soccorre: due narrazioni differenti che nella realtà, secondo gli autori, coincidono. “Paura, rabbia, sogno, ribellione, frustrazione, fede, voglia di riscatto sono i protagonisti di un dramma musicale che nella ricerca degli opposti (noi/loro, bianco/nero, stasi/movimento, buono/cattivo, lucro/carità, salvezza/disperazione) finisce per attorcigliarsi a spirale fino a far coincidere gli stessi”.

Raffaele Sargenti ha studiato composizione a Bologna e Modena con Paolo Aralla e Antonio Giacometti, si è laureato al Dams di Bologna in Drammaturgia musicale per perfezionarsi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Fra le sue opere: Lupus in Fabula (premio “Opera Junior” 2009), con oltre 100 rappresentazioni in Italia (Teatro Arcimboldi di Milano, Alighieri di Ravenna, Verdi di Trieste, Sociale di Como, Filarmonico di Verona), mentre all’estero è stata rappresentata in Spagna (Madrid, Teatro Real), Belgio (Liegi, Opéra Royal de Wallonie) e Francia (Rouen, Opéra de Haute Normandie).

Le musiche sono eseguite dall’Ex Novo Ensemble diretto da Filippo Perocco. Il cast dei cantanti, selezionato tra i giovani più promettenti del panorama europeo, vedrà in scena: Licia Piermatteo e Nataliia Vasyliuk (soprano), Elisa Bonazzi e Julia Mihály (mezzosoprano), Marcos Trittas Kleovoulou e Pablo Bottinelli (tenori), Michael Taylor (contralto), Timotheus Maas (baritono).

Ole Hübner, Leonardo Marino e Raffaele Sargenti, ognuno insieme al proprio team – librettista, regista, scenografo, video artista – hanno seguito a partire da marzo diverse fasi di tutoraggio e di produzione, che hanno portato alla realizzazione dei loro progetti. A seguirli nell’articolazione delle diverse fasi sono stati: il compositore Alessandro Solbiati per la musica; il musicista, poeta e saggista Umberto Fiori per la drammaturgia; il regista di teatro musicale, a lungo condirettore dell’Atem di Georges Aperghis, Antoine Gindt per la regia.

Biennale College è un’esperienza innovativa che abbraccia tutti i settori della Biennale di Venezia (cinema, danza, musica, teatro) e intende promuovere i giovani talenti offrendo loro di operare a contatto di maestri per la messa a punto di creazioni.

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