Teatro Ca’ Foscari – Stagione 2019/2020

La prima stagione del Teatro Ca’ Foscari, inaugurata nel 2009/2010 con un cartellone dal titolo Cafoscari Esperimenti, vedeva tra le presenze più significative Saverio La Ruina con lo spettacolo La Borto e Corrado D’Elia con La leggenda di Redenta Tiria, dall’omonimo romanzo di Salvatore Niffoi. Una apertura dedicata alla drammaturgia contemporanea, sviluppata in questi dieci anni grazie alla presenza di tanti artisti nazionali e internazionali.

Il programma 2019/2020, La via maestra: ricomporre il presente, prende spunto da una riflessione sulla perdita di orientamento che segna il nostro presente. La sensibilità degli artisti invitati a far parte della rassegna, che comprende anche una sezione dedicata alle giovani compagnie, prova a ricondurre il pensiero verso strade diverse.

La stagione si apre con Il canto della caduta, di Marta Cuscunà, che “attraverso l’antico mito di Fanes, vuole portare alla luce il racconto perduto di come eravamo, di quell’alternativa sociale auspicabile per il futuro dell’umanità che viene presentata sempre come un’utopia irrealizzabile. E che invece, forse, è già esistita”.

Il programma prosegue attraverso proposte che riflettono sulla fragilità dell’essere umano, analizzata da prospettive differenti (Una notte sbagliata; La scimmia; Scannasurice; Menelao), e sulla violenza della storia, passata e presente (Prima della pensione ovvero Cospiratori; Migrazioni_cambiare la fine|Senza confini Antigone non muore), resa più che mai attuale nell’umanità miserabile e smarrita ritratta da Čechov nel suo atto unico Sulla strada maestra, al centro del lavoro di Stefano Pagin con studenti e giovani attori in residenza.

Il testo di Čechov si offre come esempio dello spaesamento del nostro presente, nel quale il movimento risoluto degli erranti si oppone alla paura manifestata da più parti della società.

Il programma è arricchito dai laboratori che vanno dall’analisi dell’Amleto di Shakespeare (Le mie parole saranno pugnali condotto da Luciano Colavero e Chiara Favero) all’Antigone di Sofocle nella rilettura penetrante di Ilaria Drago nel suo workshop Antigone non muore – Osare l’impossibile! fino all’esplorazione dell’incapacità a essere felice di Menelao, al centro dell’omonimo spettacolo di Teatrino Giullare, proposta come tema di indagine nel laboratorio La ricerca della felicità.

Non mancano gli incontri di approfondimento con gli artisti e le compagnie ospiti, coordinati da Maria Ida Biggi, con l’intervento di docenti di Ca’ Foscari ed esperti.

Su iniziativa di Maria Ida Biggi, in collaborazione con Sara De Vido, Delegata alla Giornata della memoria, lo spettacolo Prima della pensione ovvero Cospiratori, è inserito nel piano delle attività che Ca’ Foscari organizza per la Giornata della memoria.

Scarica il programma della stagione 2019/2020

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