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{:it}MUSEO ARCHEOLOGICO
Fino al 26 Novembre

La contiguità e la convivenza tra comunità differenti e diversamente regolate, sta causando tensioni che hanno inevitabili ripercussioni sugli individui…
Il complesso tema di “comunità” è in questo caso affrontato dall’artista che presenta oltre 600 video-ritratti di donne appartenenti a comunità differenti con in mano un messaggio al mondo. A cura di Raffaele Gavarro.

La figura della donna in questa mostra, come in tutta la ricerca di Francesca Montinaro, rappresenta un punto di riferimento costante per la comprensione e la denuncia delle problematiche della comunità. Essa ne è infatti il naturale e storico baricentro, sulla quale si continuano a concentrare tensioni collettive e individuali di fianco e insieme a quel ruolo di congiunzione e vitalizzazione che la donna ha tanto per le micro come per le macro comunità.

La continuità tra passato, presente e futuro si trova così ad essere offerta in modo sensibile attraverso un’iconografia espressa da linguaggi, tecniche e tecnologie molto differenti, che nell’inedita contiguità offre emozionanti suggestioni. Le figure di donne di epoca classica, ellenistica e romana, la storia e l’immagine che offrono di sé, trova infatti continuità nei ritratti delle oltre 600 donne che vedete apparire sui 6 schermi installati nelle sale III e IV. Donne che si raccontano, e che ci parlano di loro e della relazione con la comunità alla quale appartengono, attraverso l’ostensione delle proprie mani aperte sulle quali è scritta una frase paradigmatica.

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{:}{:en}ARCHAEOLOGICAL MUSEUM
Untile 26 November

Proximity and cohabitation between different and diversely regulated communities, is causing tensions that have inevitable repercussions on individuals…
The complex “community” theme is dealt with in this case by the artist, who is presenting over 600 video-portraits of women belonging to different communities, holding a message to the world. Curator, Raffaele Gavarro.

Women are a constant reference point in this artwork, as they are in most of Francesca Montinaro’s research, in order to understand and debate the problems of our communities. They represent the natural, pivotal figure on which most of the collective as well as individual tensions tend to concentrate, alongside their historical role as remedy, immunisation and therefore revival of the communities.

That is why the four halls of the Museo Archeologico chosen for this exhibition are showing the main female statues from the Grimani collection, which Francesca Montinaro is enhancing through pointed spot lights, turning them into part of the installation.

The continuity between past, present and future is offered with sensitivity through an iconography made of different languages, materials and technologies which in an unexpected, contiguous mix produce exciting effects.

The feminine sculptures from classic, hellenic and roman history, with their shapes and images, provide continuity with the video portraits of over 600 women appearing on 6 screens installed in hall III and IV. Women who tell their stories, who speak about the relationship with their communities by displaying their open hand on which a paradigmatic phrase has been painted by the artist.

 

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A Venezia

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