21 eventi espositivi nel programma 2017 dei MuVe

DA DAVID HOCKNEY A SHIRIN NESHAT: CONTAMINAZIONI E ARTISTI DI FAMA MONDIALE NELLA RASSEGNA “MUVE CONTEMPORANEO”.
I TESORI DELLA COLLEZIONE AL THANI PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA E, A MESTRE, I PROSSIMI EVENTI DEL PROGETTO “CORTO CIRCUITO”.
In campo espositivo non si possono non sottolineare per il 2017 il numero e la qualità degli eventi proposti, frutto di collaborazioni scientifiche di altissimo livello e di partnership con istituzioni internazionali di prestigio: il Museum of Fine Arts, Boston; la Phillips Collection di Washington, la Royal Academy of Arts di Londra, il LACMA Los Angeles County Museum of Art, il Museo Guggenheim Bilbao, il Nationalmuseum di Stoccolma, ma anche musei italiani come le Gallerie dell’Accademia di Venezia, gli Uffizi Gallery, il Polo Museale Regionale del Veneto, la Fondazione Fontana, la Fondazione Burri, l’Archivio Afro e molte altre istituzioni.
Nell’anno della #Biennale d’Arte di #Venezia si rinnova l’appuntamento con “MUVE Contemporaneo”, il programma di progetti e mostre, dedicate alla contemporaneità con eventi che coinvolgono la maggior parte dei Musei civici.
È il segnale di un ruolo di primo piano della Fondazione Musei Civici Venezia nella complessa riflessione sui linguaggi più attuali dell’arte, in una città che ha fatto della ricerca contemporanea una delle principali chiavi d’innovazione e sviluppo.
A inaugurare la rassegna #MUVEContemporaneo sarà la terraferma, dove, al Centro Culturale Candiani, dal 14 Aprile prenderà il via il secondo appuntamento del progetto “Corto Circuito. Dialogo tra le arti” pensato appositamente per la sede di MUVE Mestre. Grazie alla straordinaria collaborazione della Scuola Grande di San Rocco, che in via del tutto eccezionale ha deciso di supportare questa singolare iniziativa d’arte contemporanea con il prestito del capolavoro di #Tiziano, L’Annunciazione, si aprirà un serrato confronto tra due giganti della storia dell’arte italiana, Tiziano appunto e Lucio Fontana.
“Attorno a Tiziano. L’annuncio e la luce verso il contemporaneo. Garofalo, Canova, Fontana, Dan Flavin”, è il titolo di questo secondo appuntamento mestrino, curato da Gabriella Belli e Luca Massimo Barbero. I due maestri saranno messi tra loro in dialogo sul tema dell’Annunciazione, soggetto di grande interesse non solo nella storia dell’iconografia antica ma anche per la sua concettualizzazione contemporanea. Arricchiranno il racconto di questo singolare percorso dall’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele all’epifania della luce di Fontana, capolavori assoluti delle collezioni veneziane e non, capaci di tessere dialoghi tra passato e presente ma soprattutto cortocircuiti visivi ed emozionali.
L’appuntamento successivo per la terraferma sarà il 1 luglio, con altri grandi dell’arte mondiale riuniti nella mostra “Attorno alla Pop Art nella Sonnabend Collection. Da Johns e Rauschenberg a Warhol e Lichtenstein, fino a Koons”, curata da Antonio Homem su progetto di Gabriella Belli e realizzata in collaborazione con la Sonnabend Collection Foundation.
La mostra ripercorrerà, attraverso un nucleo di oltre quaranta capolavori appartenenti alla prestigiosa collezione americana – dal 2012 in deposito a lungo termine a Ca’ Pesaro – gli straordinari anni Sessanta, in cui oltreoceano si affermava un nuovo modo di concepire l’opera d’arte, che si misurava con la nascente cultura di massa e i nuovi media. A Mestre, opere iconiche dei più importanti protagonisti della Pop Art.
Dal 13 maggio – in contemporanea con l’avvio della 57° Esposizione Internazionale d’Arte – si apriranno al pubblico molti eventi espositivi che arricchiranno i percorsi del “fuori Biennale”.
A Palazzo Fortuny, nell’affascinante museo, che fu la casa-atelier del grande artista e designer spagnolo, vi sarà l’attesissima mostra Intuition curata da Axel Vervoordt e Daniela Ferretti: ultima nata di una serie di esposizioni realizzate dai Musei Civici con la Axel & May Vervoordt Foundation; al Museo Correr invece La casa dei miei occhi (The Home of My Eyes) dell’iraniana Shirin Neshat a cura da Thomas Kellein, un evento supportato da The Written Foundation, presenterà un ciclo di 55 fotografie in gelatina d’argento realizzate nel 2015 e mai esposte in Europa: un intenso affresco di varia umanità, persone diverse per etnia, lingua, religione, età e cultura che riescono a convivere.
Altro nome di spicco nel panorama artistico internazionale è quello di Gaetano Pesce, scultore architetto e designer, protagonista al Museo del Vetro di Murano di una eccezionale mostra dedicata ai suoi originalissimi lavori in vetro, testimonianza della sua incessante ricerca sulle nuove tecniche di lavorazione di questo materiale sorprendente.
Sempre al Museo muranese, interessante focus a cura di Chiara Squarcina per ricordare – grazie alla collezione di Lutz Holz – il veneziano Corrado “Dino” Martens. Pittore e designer (1894-1970), trasferitosi da Milano a Murano negli anni Venti, prima a fianco della SALIR (Studio Ars et Labor Industrie Riunite) e della Salviati & C. e dal 1939, per quasi 25 anni, direttore artistico della Vetreria Aureliano Toso.
Marzia Migliora è presente a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, con la mostra “Velme” – microcosmi di “relazioni tra acqua e terra, simbolo di qualcosa di sommerso che non deve smettere di emergere” – curata da Beatrice Merz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Merz: un progetto site-specific in dialogo con alcune opere della collezione del Museo del Settecento veneziano, come il Mondo Novo di Giandomenico Tiepolo e alcuni celeberrimi dipinti di Longhi. Il progetto è coordinato da Elisabetta Barisoni e Alberto Craievich.
Quindi, Douglas Gordon alle prigioni di Palazzo Ducale, con un progetto di video-arte a cura di Mario Codognato, co-prodotto con The Venetian Heritage, The British Council e Canon; Maria Bissacco – con la creatività e la modernità dei suoi merletti a fusello – al Museo del Merletto di Burano e, a Museo di Palazzo Mocenigo in collaborazione con il Nationalmuseum di Stoccolma, la mostra “Trasformation”: sei giovani artisti svedesi che creano le loro opere-gioiello con materiali “poveri”, come polvere di alluminio, crini di cavallo o pelle di pesce.
Infine Roger de Montebello, artista franco-americano dal ’92 a Venezia, espone con la curatela di Jean Clair al Museo Correr una serie di opere che sono un po’ il filo conduttore della sua originale ricerca, ritratti di persone, corride e quasi metafisici ritratti di Venezia.
Punto di forza del programma è l’eccezionale presenza a Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di David Hockney – tra i più noti e affermati artisti contemporanei – dal 24 giugno nelle sale del museo di San Stae con i suoi “82 portraits and a still-life”: una mostra organizzata dalla Royal Academy of Arts di Londra in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia e con il sostegno di Crédit Agricole FriulAdria (Gruppo Cariparma Crédit Agricole). La direzione scientifica è di Gabriella Belli e la curatela di Edith Devaney.
I progetti di “MUVE Contemporaneo” proseguono lungo tutto il periodo della Biennale. A luglio a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano inaugurerà la mostra “Ritratto/Copia – Ebenbild/Abbild”, che propone le riflessioni sulla città e i suoi visitatori di 4 giovani artisti tedeschi, ospitati dal Centro Tedesco di Studi Veneziani – e in autunno, al Museo del Vetro di Murano, si aprirà la mostra Rosslynd Piggott. Garden Fracture / Mirror in Vapour e, sempre in isola, un progetto del filandese Markku Piri, che presenterà opere realizzate dai maestri vetrai muranesi, tra cui un’installazione di perle giganti lunga 5 metri.
Nel corso dell’anno la Fondazione #visitMUVE non ha voluto dimenticare la valorizzazione identitaria dei siti e del patrimonio, anche attraverso le mostre, con Cabinet of Curiosities. La collezione Drom a Museo di Palazzo Mocenigo (dal 28 aprile) e con la presentazione della straordinaria collezione di perle del Museo del Vetro di Murano a seguito del primo studio scientifco della raccolta – forse la più grande esistente al mondo – curato da Augusto Panini: Il mondo in una perla (dal 15 dicembre).
L’ultimo grande appuntamento internazionale dell’anno 2017 sarà però nel mese di settembre con la stupefacente bellezza delle favolose gemme d’India appartenenti alla Collezione di Sua Altezza Reale Hamad bin Abdullah Al Thani, della famiglia reale del Qatar, esposte per la prima volta in Italia nel magico scenario di Palazzo Ducale, dal 9 settembre fino al 7 gennaio 2018.

Dai Gran Moghul ai Mahraja. Tesori dalla Collezione Al Thani”: 181 gioielli eccezionali selezionati dai curatori Amin Jaffer e Giancarlo Calza – tra cui The Idol’s Eye, il più grande diamante blu del mondo – testimoniano l’antica passione dei Sovrani dell’India per le gemme preziose, diamanti, zaffiri e rubini, lavorati con talento ineguagliabile da abili gioielleri e designers, che hanno fatto di questa mirabile arte una delle più rare e preziose espressioni della genialità creativa dell’homo faber.
Prima l’impero Moghul nel XVI secolo e poi i Maharaja sotto il Raj britannico, in collaborazione con le più celebri maison di gioielli d’Europa, svilupparono e diedero continuità a quella favolosa tradizione: una storia di cultura, design e bellezza lunga più di quattro secoli.
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