Festa della Sensa – Le origini

Si terrà il prossimo 27-28 maggio, la Festa della Sensa, il famoso sposalizio con il mare.

Le origini della Festa della Sensa affondano le radici nella storia di Venezia, e più precisamente nell’episodio che vede il doge Ziani fungere da mediatore tra il Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa. La leggenda vuole che il Papa, a suggello e ricompensa dell’azione diplomatica svolta dalla Serenissima, e culminata nella pace di Venezia del 1177, grazie all’incontro tra papa e imperatore avvenuto a Venezia proprio il giorno dell’Ascensione, abbia conferito alla città numerosi privilegi: l’uso della spada, del cero, della bolla, degli stendardi, della sedia curile, delle trombe d’argento, la concessione di un’indulgenza a San Marco per la festa dell’Ascensione.

Tra questi, anche la facoltà di “sposare il mare”, come segno di dominio e investitura ufficiale del predominio che di fatto la Repubblica già esercitava sui mari. Con questo articolato rito il Serenissimo Doge voleva dimostrare il fondamento giuridico del dominio del golfo. Probabilmente la cerimonia, al di là della leggenda e della tradizione, aveva precedenti origini bizantine, oppure si innestava su antichi riti pagani propiziatori. Il doge, con il seguito, si imbarcava sul Bucintoro e, raggiunta la bocca di porto di San Nicolò, gettava in mare un anello d’oro. Il Bucintoro era seguito da un folto e colorato corteo di barche ornate a festa, con i rappresentanti dei mestieri e delle principali corporazioni cittadine.

Il giorno dell’Ascensione il Bucintoro veniva portato davanti alla piazzetta: lì aspettava l’imbarco del doge e del Consiglio, insieme agli ospiti illustri e agli ambasciatori stranieri. Il corteo era composto dai comandadori, dagli scudieri, dai canonici, dai chierici, dai cancellieri. Durante il viaggio i musici della cappella marciana intonavano madrigali. Superata l’isola di S. Elena, il Bucintoro veniva raggiunto da un’imbarcazione col Patriarca che, salito a bordo, benediceva il mare. Immediatamente dopo il doge gettava l’anello in acqua, a suggello del matrimonio.

La Festa dell’Ascensione era uno dei momenti topici della mondanità veneziana, soprattutto per la famosa Fiera che attirava visitatori da tutta Europa. Si svolgeva in Piazza San Marco, durava 15 giorni ed era l’occasione per esporre merci rare, le ultime novità della moda, esibire opere di artisti e curiosità di tutto il mondo. Le migliaia di persone che accorrevano nella città lagunare trasformavano l’avvenimento in un prolungamento del Carnevale, con feste pubbliche e private, la riapertura dei teatri pubblici e la possibilità di indossare le maschere.

Fonte comune.venezia

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