Casino degli Spiriti: tra fantasmi e fatti di sangue

Vicino alle Fondamenta Nuove esiste una solitaria e malinconica dépendance di Palazzo Contarini dal Zaffo, chiamata Casin degli Spiriti attorno alla quale si rincorrono strane storie di fantasmi e riti esoterici.

Si racconta, infatti, che negli anni che furono il casino fosse la sede di una setta che organizzava riti satanici e molti testimoni raccontati di aver visto, di notte tra la nebbia, persone incappucciate e nascoste da mantelli reggere delle fiaccole. Queste processioni arrivavano proprio fino al Casin degli Spiriti dove si udivano strani rumori, simili a canti gregoriani che si diffondevano per tutta la laguna circostante.

Il fantasma che si ricorda di più di quel luogo è sicuramente Luzzo, pittore del ‘500 che nelle stanze del Casin si incontrava con Tiziano, Giorgione e Sandolino. Il luogo era, infatti, anche un posto di ritrovo per nobili, artisti e letterati che si accompagnavano con donne, prostitute o libertine. Una di loro, Cecilia, arrivava sempre con Giorgione, ma aveva attirato l’attenzione di Luzzo che se ne innamorò senza esserne corrisposto.

Una notte, dopo qualche bicchiere di troppo, Luzzo prese un fucile, lasciò la stanza, salì all’ultimo piano del Casin e si sparò. Da quel giorno si narra che la sua anima innamorata e tormentata vaghi ancora per le stanze del palazzo in cerca dell’amore.

Anche fatti di sangue, però, sono legati a questo misterioso palazzo. Alla fine della seconda guerra, Venezia era entrata in crisi: commerci fermi, merci marcite, la popolazione che iniziava a preferire l’entroterra o anche l’estero. Molti cittadini, dunque, avevano trovato la possibilità di guadagnare qualche soldino con il contrabbando.

Tra i contrabbandieri dell’epoca vi era Linda Cimetta, bellunese che comprava sigarette per poi rivenderle al mercato nero. Per la sua bellezza di lei erano tutte gelose e, una notte, scomparve nel nulla. Dopo giorni di ricerche includenti la polizia concluse che fosse rimasta vittima di un omicidio. Forse dei concorrenti volevano eliminare una rivale o qualcuno non aveva pagato e il caso venne archiviato come un semplice regolamento di conti.

Qualche mese dopo dei ragazzini stavano facendo il bagno nelle acque davanti al Casin degli Spiriti quando a pelo d’acqua apparve in lontananza un baule di legno ricoperto di conchiglie e alghe. I giovani lo portarono subito a riva convinti di aver trovato chissà quale tesoro. Ma appena lo aprirono si trovarono davanti agli occhi e al corpo fatto a pezzi di una donna: era Linda Cimetta.

Da quel momento nessun veneziano si è più tuffato nelle acque per del Casin degli Spiriti.

Storia tratta da Misteri crimini e storie insolite di Venezia – Alberto Pattacini

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