I’m not Cinderella | I just love shoes

Si intitola I’m not Cinderella. I just love shoes la mostra che T Fondaco dei Tedeschi by DFS presenta dal 16 novembre 2018 al 13 marzo 2019.

Il lifestyle department store nel cuore di Venezia, che ha anche nel suo DNA una vocazione di operatore culturale, espone circa quaranta modelli di scarpa con tacco provenienti dal Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, che raccoglie una collezione di oltre 1500 calzature femminili di lusso. Prodotte dal calzaturificio Rossimoda negli oltre settant’anni di attività, sono frutto della collaborazione con i marchi della moda più prestigiosi del panorama internazionale. Le calzature in mostra sono state selezionate per rappresentare quattro possibili profili psicologici di donna e appartengono tutte a collezioni passate, dagli anni Sessanta ad oggi .
Tra i brand esposti, solo per citarne alcuni, ci sono: Christian Dior, Givenchy, Emilio Pucci, Fendi, Nicholas Kirkwood, Kenzo, Loewe e Celine.
E per raccontare la storia dei tacchi sono inoltre esposti alcuni modelli della piccola ma preziosa collezione di calzature antiche ospitata al Museo.

Si parte da uno zoccolo in legno, intarsiato in madreperla, del secolo XVI per arrivare al famoso tronchetto della seconda metà del XIX secolo.

L‘allestimento di I’m not Cinderella. I just love shoes è stato pensato all’interno di una scatola bianca, affinché la forma e l’estetica della calzatura, così come i suoi colori e la sua artigianalità risaltino.
Le scarpe in mostra di proposito non sono state inserite in teche bensì posate a terra o su scatole, idealmente pronte per essere indossate.

Le quaranta calzature prendono vita e sono raccontate attraverso un allestimento che fa riferimento all’identità, i valori e le motivazioni di quattro possibili profili psicologici di donne – Eleganza equilibrata, Ambizione grintosa, Successo estetico e Creatività audace – che sono stati redatti dalla psicologa della moda Paola Pizza.
Ci si può rispecchiare in una di queste quattro rappresentazioni del sé – sottolinea Paola Pizza, psicologa della moda – oppure immaginare il proprio diverso e originale modo di esprimere l’identità, utilizzando le scarpe come un linguaggio che collega corpo e psiche, esterno e interno, individuo e gruppo. Il significato delle scarpe, vero totem della libido, va interpretato in relazione all’identità personale e sociale e allo stile di vita. Esse narrano la mediazione tra il principio del piacere (voglio!)e il principio di realtà (posso?), e tra il sé reale , ideale e imperativo.Permettono inoltre di giocare con la molteplicità dei nostri sé, e di passare da un sé ad un altro (ad esempio da quello lavorativo a quello seduttivo), semplicemente sfilando una scarpa e indossando ne un’altra.

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