Torna Corto Maltese per i 50 anni di “Una ballata del Mare Salato” (Rizzoli Lizard)

© Rizzoli Lizard

1967. Una nuova rivista a fumetti si affaccia nel panorama editoriale italiano. Il suo nome era Sgt. Kirk e tra le sue pagine viene chiamato a un disegnatore veneziano, diventato già celebre oltreoceano, in particolare in Argentina. Il suo nome era Hugo Pratt e nel primo numero della rivista, compare a puntate, un racconto inedito: Una Ballata del Mare Salato.

A cinquant’anni dalla sua prima apparizione, torna in una nuova edizione anniversario con disegni rari e un’importante postfazione (pp. 192 a colori e in bianco e nero, € 59,00), la storia che lanciò Corto Maltese, e tutto questo grazie a Rizzoli Lizard.

La trama, probabilmente, la ricordano tutti, ma rinfreschiamoci un po’ la memoria. Siamo tra i Mari del Sud nel 1913, Corto Maltese e Rasputin, marinaio e criminale russo, attaccano, sotto gli ordini del misterioso Monaco, le navi mercantili per entrare in possesso del carbone e rivenderlo. Nel frattempo due giovani naufraghi, Pandora e Cain, sono tenuti prigionieri da Rasputin e dal tenente Slutter. Destini che si incrociano all’ombra della Grande Guerra.

Una Ballata del Mare Salato, è una di quelle opere in grado di appartenere a più generazioni, in grado di farsi leggere a livelli differenti  e di sapere incantare grazie al suo disegno che, in questa nuova edizione, risalterà maggiormente anche nella sua profondità, non solo di messaggio, ma anche di tratto. Certo è ovvio che, essendo la prima opera con protagonista Corto Maltese, la sua fisionomia è ancora in fase embrionale, non ancora addolcita nei lineamenti come accadrà, ad esempio in Favola a Venezia del 1977, i suoi tratti ricordano ancora troppo quelli di Kirk, primo grande protagonista di Pratt ed embrione proprio di Corto.

Parole e silenzio. Silenzio che permette al lettore d’immergersi ancora di più nelle immagini, per poi riemergere in dialoghi di un’intelligenza entusiasmante, che regalano alcune perle di immane saggezza, mentre i personaggi sulla carta vivono e pulsano. Basta guardare la tavola qua sotto dedicata all’addio a Pandora. C’è un’emozione, una commozione nella profondità di questo bianco e nero, che riescono a toccare l’anima nelle poche parole, ma soprattutto nelle espressioni dipinte sui volti dei protagonisti.

© Rizzoli Lizard

Saranno però i paesaggi, i loro tratti, a conquistarvi del tutto, diventando protagonisti di alcune tavole e lasciandovi senza fiato a godervi, per qualche istante, la linea dell’orizzonte di quel mare e sognare di essere lì a solcare le onde dei Mari del Sud.

Per gli amanti della letteratura, poi, impossibile non citare di cui riferimenti che Hugo Pratt dissemina il racconto, ponendo l’accento sul romanticismo dell’800 in stile Lord Byron, anche lui fortemente legato a Venezia e al mare, o William Wordsworth. Salgari, Kipling e ancora Stevenson, si ritrovano nel racconto dell’autore veneziano che sa unire quindi, come detto, il romanticismo ottocentesco al più puro romanzo d’avventura ai quali decide di non affidare un unico narratore. Senza svelare troppo a chi non l’ha letto, per farvi capire l’importanza del paesaggio e dell’ambiente per Pratt, nella prima pagina il narratore è lo stesso Oceano Pacifico che si incontra, alla fine, con una voce che sembra uscire dall’autore stesso.

Un’opera totale e totalizzante, che in questa nuova edizione anniversario, non potrà mancare tra i vostri scaffali.

© Rizzoli Lizard

 

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