Museo Fortuny a Venezia, residenza di Mariano Fortuny

Un palazzo gotico posto nel cuore della città è la suggestiva sede del Museo Fortuny, un tempo residenza di Mariano Fortuny, eclettico artista di origine spagnola (Granada 1871) erede di una nobile famiglia che si trasferisce a Venezia nel 1889.

Qui, nella sua casa-museo viene conservata la sua variegata raccolta che comprende dipinti, tessuti, abiti, oggetti e una serie di scenografiche lampade che raccontano la sua vita e le sue passioni.

La sede, inserita oggi nel circuito dei Musei civici di Venezia, ospita stagionalmente mostre d’arte visiva.

La sede e la storia del museo

Costruito per iniziativa di Benedetto Pesaro a partire dalla metà del Quattrocento l’edificio, ampliato e trasformato nel corso dei secoli, si presenta con l’imponente mole della sua principale facciata, tra le più complesse del gotico veneziano, sul campo di San Beneto.

Ricordato fra i principali edifici della città da Francesco Sansovino e dal Sanudo, fu teatro di numerose e memorabili feste in onore di principi, ambasciatori, patrizi e nobildonne.

Al suo interno si potevano ammirare notevoli le opere d’arte, antiche e moderne, che la famiglia Pesaro vi aveva raccolto nel corso del tempo. Tra queste una Samaritana di mano del Pordenone e un’Adultera di Giorgione.

Estintasi verso la fine del XVII secolo la discendenza dei Pesaro di San Beneto, l’edificio venne diviso in due proprietà ospitando tra gli altri una tipografia e diverse società musicali.

Nella seconda metà dell’Ottocento, in piena decadenza, l’edificio venne infine frazionato in numerosi appartamenti con la conseguente creazione di nuove comunicazioni verticali e orizzontali per ospitare circa 350 persone di umili condizioni.

La Scelta di Mariano Fortuny Madrazo

Mariano Fortuny Madrazo, nonostante il forte stato di degrado, ne fu attratto, e lo scelse come studio nel 1898 occupandone una enorme stanza posta nel sottotetto.

Nel corso degli anni, acquisite le altre parti dell’immobile, Fortuny, pazientemente ma con costanza, iniziò il lavoro di recupero dell’edificio. Man mano liberò gli appartamenti, riadattò le stanze, fece cadere tramezzi e sovrastrutture, riportando equilibrio e proporzione.

Dopo un primo utilizzo dedicato alle sue sperimentazioni artistiche e scenotecniche, Fortuny elesse il palazzo, noto come Pesaro degli Orfei, a propria dimora.

Henriette Nigrin la musa ispiratrice

Mariano Fortuny vi installò un piccolo laboratorio nel 1907, assieme alla sua compagna e musa ispiratrice Henriette Nigrin che sposerà nel 1924 e, poco dopo, recuperò due interi piani che adoperò come atelier per la creazione e la stampa di abiti e tessuti in seta e velluto.

Nel 1949, dopo la morte di Fortuny, il palazzo fu donato nel 1956 al Comune di Venezia per essere “utilizzato perpetuamente come centro di cultura in rapporto con l’arte”

Come espressamente indicato nell’atto notarile, l’amministrazione cittadina di fatto, ne ebbe pieno possesso solo nel 1965, data della morte della vedova Henriette.

L’apertura del Museo Fortuny

Aperto il Museo nel 1975, nonostante una triste serie di spoliazioni degli arredi avvenute nel tempo, l’originale sede museale, si è caratterizzata come centro di attività espositive dedicate alle arti visive, conservando però intatte  le caratteristiche di ciò che fu lo studio del Fortuny.

Nei fascinosi spazi della casa-museo si possono ammirare oggi oltre alla preziosa biblioteca, ricchissima di arredi, di oggetti e di preziosi volumi d’arte e di tecnica, dipinti, abiti e tessuti, fino alle celebri lampade, testimonianza della geniale ispirazione dell’artista e della sua ricerca artistica sviluppata a cavallo tra ‘800 e ‘900. 

Il percorso e le collezioni del Museo Fortuny

Le collezioni che si ammirano a Palazzo Fortuny sono costituite da un ricco fondo di opere e materiali che ben rappresentano i diversi esiti della ricerca dell’artista: la pittura, la scultura, l’illuminotecnica, il teatro, la fotografia, il tessile e gli abiti.

Tra queste anche le opere d’arte ereditate dal padre, custodite sin dalla prematura scomparsa del pittore catalano, il pittore Mariano Fortuny Marsal,

Si aggiungono, implementando il già consistente patrimonio artistico, nuove collezioni e fondi archivistici, frutto di donazioni, trasferimenti e lasciti di artisti e fotografi.

Connotato sin dal 1978 come museo dedicato alla fotografia, ha allargato negli anni l’attenzione delle sue attività espositive alle arti applicate, della video art e dell’arte pura.

Gli orari e i biglietti

Altre informazioni per la visita

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MUSEO FORTUNY

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