Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali, la recensione

Tim Burton negli ultimi anni sembrava essersi perso. Tra un film che non convinceva, come Alice nel Paese delle Meraviglie e la sua impronta che sembrava essersi persa in Big Eyes, ci siamo tutti chiesti, con aria preoccupata, che fine avesse fatto colui che aveva riempito le nostre serate con tenero terrore. Ed eccolo tornare, non in maniera prorompente, ma in punta di piedi con una storia importante e molto amata tratta dai libri di Ransom Riggs: Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali.

Jake è da sempre molto legato al nonno, le sue storie hanno riempito la sua infanzia e quando egli lascia al ragazzo indizi su un mistero che attraversa mondi e tempi alternativi, Jake si ritroverà in un luogo magico noto come La casa per bambini speciali di Miss Peregrine. Un gruppo di bambini, bloccati nel tempo, con poteri straordinari minacciati da entità oscure. Sarà anche lui uno dei bambini speciali?

C’è un ritorno alla favola dark, alle origini, a quel Tim Burton che parla ai ragazzi attraverso storie a loro rivole, che li spinge davanti ai propri demoni dandogli però la forza, gli strumenti e il coraggio per combatterli. Certo in questo caso, con il romanzo di Riggs, molto del lavoro era gia fatto, ma per rimettersi in carreggiata non c’è niente di meglio che avere sotto di sé una macchina pronta, montata e oliata, dal grande potenziale che aspetta solo di essere messa in moto e di  ricevere un’anima. E in questo Burton è bravissimo.

È bravo perché sa in che cosa è come cambiare la storia nel passaggio da carta a pellicola, è bravo perché riesce a giostrare i molti protagonisti, è bravo perché ci restituisce le stesse atmosfere del libro, trasformando gli incubi d’inchiostro in qualcosa in carne ed ossa. Tim Burton si mette nei panni di Jake, interpretato da un calzante Asa Butterfield, e cerca in questa pellicola l’occasione per ricordare a se stesso, prima che al suo pubblico, che può avere un’altra possibilità, che può ritrovare il posto che gli spetta in questo mondo, esattamente come il suo protagonista.

La tematica degli outsider tanto cara al regista, torna qui con prepotenza connotando quella che potrebbe essere vista come un stato sociale negativo, in qualcosa di positivo. #StayPeculiar e #SiateSpeciali sono, infatti, i due hashtag lanciati dagli account ufficiali del film, che rimarcano quanto al di là dell’intrattenimento puro, il tema e il messaggio del film debbano arrivare chiari e forti allo spettatore.

In Miss Peregrine c’è un tentativo di reiventare il genere young adult inserendoci l’horror, la paura e i demoni sullo sfondo di una storia d’amore, quella tra Emma (una bravissima Ella Purnell che ben incarna il personaggio del libro) e Jake che probabilmente alle persone dal cuore tenero e ai più giovani piacerà moltissimo, ma che un po’ sembra forzare la mano di un Tim Burton capace di raccontare un altro tipo di storie d’amore più amare come ne La Sposa Cadavere o nel suo capolavoro di sempre Edward mani di forbice.

Queste piccolezze, tra cui lo sprecare un’ attrice fantastica come Eva Green in un ruolo piccolo seppur affascinante, però non tolgono il fatto che sebben il rientro nel cinema che conta per il regista non sia in pompa magna, ma, come detto, in punta di piedi, siamo davanti ad un tentativo, all’80% riuscito di tornare ai vecchi fasti con una storia che piacerà a tutti e che speriamo, con tutto il cuore, possa avere un seguito, perché i libri successivi potrebbero nascondere quel materiale necessario per (ri)portare Burton nel posto che gli spetta.

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