HappySpritz@Guggenheim: Lorenzo Senni

Decostruzione del suono, contaminazione dalla cultura rave negli anni ’90, analisi delle sue parti per poi riutilizzarle in un contesto diverso, isolando gli elementi più interessanti. Questo è Lorenzo Senni che suonerà nella prima serata di #HappySpritz17 il 15 maggio.  Classe 1983, di Cesena ma di stanza a Milano, destruttura la trance “prendendo gli arpeggi necessari all’esplosione dei “drop” e usandoli come in una partitura minimalista, in modo da creare una tensione continua, un approccio straniante” (da Ondarock).

Musicista sperimentale italiano e artista visivo noto per decostruire le epiche build-up e gli arpeggi di sintetizzatori estatici delle trance anni ’90 e hard techno, coniando il termine ‘pointillistic trance’. Senni è entrato nel mondo della musica attraverso il punk e l’hardcore, suonando la chitarra da ragazzo per poi passare alla batteria. Dopo aver scoperto il rock sperimentale e il “rumore”, entrò in un gruppo di improvvisazione chiamato Le Harmacy. Iniziò a fare musica elettronica con il computer portatile influenzato da etichette come Raster-Noton e Mego. Il suo primo album, Early Works, è stato rilasciato dalla sua etichetta Presto !? e la Kesh Recordings, gestito da Simon Scott di Slowdive. Il secondo album di Senni Boh è datato 2010. Dopo il suo rilascio, Senni inizia ad interessarsi agli elementi della trance. Nel 2012  Hexplore Superfluidity, sembra prendere una direzione diversa, molto più ritmica. ma è con Quantum Jelly, che inizia il suo lavoro sulla decostruzione della trance. L’album è stato creato utilizzando un sintetizzatore Roland JP-8000, e tutte le tracce sono in presa diretta. Recentemente Senni rilascia Persona, un EP ancora più melodico e strutturato del precedente.

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