La stagione 2018/2019 del Teatro Goldoni

La stagione 2018/2019 del Teatro Goldoni di Venezia accoglie sette progetti di Ispirazione Classica, spettacoli che rileggono il miglior repertorio teatrale e letterario offrendo nuove interpretazioni, grazie al lavoro di sette registi portatori di approcci diversi e complementari, per il modo in cui ognuno affronta il testo e porta la propria poetica in palcoscenico.

  Due le produzioni del Teatro Stabile del Veneto in programma, due allestimenti goldoniani che rinnovano l’impegno dello Stabile nell’alimentare una tradizione teatrale unica in Italia, aggiornando prospettive e interpretazioni registiche. Due grandi affreschi corali che vedono protagonisti attori appartenenti a diverse generazioni confrontarsi con personaggi complessi e carichi di sfumature. Il primo titolo è un lieto ritorno: Le baruffe chiozzotte, dirette da Paolo Valerio, approdano a Venezia dopo il successo dello scorso anno in concomitanza con il periodo del Carnevale, fuori abbonamento. Novità assoluta in prima nazionale è invece La casa nova firmata da Giuseppe Emiliani, prima produzione della nascente Compagnia Giovani composta da ex allievi delle due scuole regionali: l’Accademia Palcoscenico dello Stabile e l’Accademia Teatrale Veneta, inserita in un articolato progetto realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla formazione e lavoro della Regione Veneto.

  Il programma dei tanti spettacoli di ispirazione classica che affolleranno il cartellone delle ospitalità del Teatro Goldoni di Venezia si apre con un autentico maestro del teatro e del cinema mondiale come Andrei Konchalovsky alle prese con la sua terza regia 􀀀echoviana de Il Giardino dei ciliegi, dopo lo straordinario successo ottenuto dagli impeccabili allestimenti di Zio Vanja e Tre sorelle, con una grande produzione del Teatro Mossovet di Mosca. Lo spettacolo si svolge nell’ambito del progetto “Le stagioni russe in Italia”, patrocinato dal Governo russo.

 Si prosegue con un eterogeneo gruppo di attori, che va da Anna Maria Guarnieri a Michele Riondino a Federica Rosellini, diretti da Andrea Baracco, chiamati ad interpretare le straordinarie, magiche e perturbanti pagine di Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, capolavoro della letteratura russa del Novecento, adattato da Letizia Russo. Altro regista ospite è Giancarlo Marinelli alle prese con il capolavoro di Henry James Giro di vite: un testo popolato di presenze sinistre, che sapranno turbare e inquietare anche lo spettatore più navigato.

Come ogni anno non possono mancare degli allestimenti shakespeariani. In questa stagione saranno presentate una versione de La bisbetica domata tutta al maschile diretta da Andrea Chiodi e interpretata da un eccellente gruppo di attori capitanati dagli ottimi Tindaro Granata e Angelo Di Genio, e una esilarante rilettura del Romeo e Giulietta ad opera della compagnia Stivalaccio Teatro, con la regia di Marco Zoppello, che pesca a piene mani dalla tradizione della commedia dell’arte. Tra rispetto della tradizione e tradimento della stessa, due modi nuovi di approcciare i classici in grado di entusiasmare il pubblico per la freschezza delle loro messe in scena.

La seconda linea d’indirizzo della Stagione 2018/2019, dedicata alle Parole Contemporanee, ospita due pilastri del teatro di parola europeo come Éric- Emmanuel Schmitt e Harold Pinter e un’attrice-autrice come Teresa Mannino, che con garbo ed eleganza riesce ad aprire riflessioni e ad accendere un sorriso.

I primi due sono chiamati a indagare le tensioni, espresse o latenti, che attraversano la società contemporanea. Da un lato un marito e una moglie, interpretati da Michele Placido e Anna Bonaiuto, radiografati da Éric -Emmanuel Schmitt in Piccoli crimini coniugali a declinare la solitudine domestica. Dall’altro un concentrato di varia umanità torturata dalla noia e dal non senso che popola non luoghi del nostro mondo quali sono i Night bar immaginati dal regista Valerio Binasco a partire da quattro atti unici di Pinter: Il calapranzi, Tess, L’ultimo ad andarsene e Night. La graffiante ironia da Teresa Mannino si concentra infine sui cambiamenti climatici, che stanno mutando in modo inesorabile il nostro rapporto col mondo che ci circonda, nello spettacolo comico Sento la Terra Girare.

Novità di questa stagione il segmento dedicato al Dialogo tra le Arti con proposte che abbattano gli steccati dei generi (teatro, danza, musica) per aprirsi a forme ibride capaci di sorprendere ed emozionare lo spettatore.

Il primo titolo in programma vede protagonista Ottavia Piccolo, chiamata a dare corpo e voce a Haifa, una donna di Mosul che nel 2015 si mise in fuga con la nipotina di 4 anni, percorrendo 5.000 chilometri dall’Iraq fino al Baltico. In Occident Express Stefano Massini racconta la sua incredibile avventura mentre la musica, suonata dal vivo dall’Orchestra Multietnica di Arezzo, contribuisce a evocare la fantasmagoria di ambienti, climi e spazi infiniti.

Il secondo titolo è dedicato invece a uno dei più grandi artisti jazz del secondo Novecento, Chet Baker. Il regista Leo Muscato orchestra un gruppo di attori guidato da Alessandro Averone e di musicisti capitanati da Paolo Fresu dando vita a un omaggio intenso e appassionato intitolato Chet! e prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.

Come di consueto, il cartellone del Teatro Goldoni per la Stagione 2018/2019 include altre arti sceniche a partire dalla danza con la quarta edizione di Evoluzioni, la Stagione di danza del Teatro Goldoni. Un’edizione speciale con 6 spettacoli che celebra, tra Padova e Venezia, un autentico mito della danza come Pina Bausch a 10 anni dalla sua scomparsa, ospitando alcuni tra i grandi interpreti che rappresentano la memoria vivente del Tanztheater Wuppertal e della migliore tradizione del teatro danza.

In programma a Venezia la Compagnia Merighi Mercy con il trittico That Paper boy/WAK.NTR Rehab/Songs of Childhood, con in scena Pascal Merighi, Thusnelda Mercy e l’icona del Tanztheater Dominique Mercy, e il nuovo lavoro di Cristiana Morganti A fury tale.

Spazio anche per il ritorno di una delle migliori compagnie di danza italiane come il Balletto di Roma con Lo Schiaccianoci di Fabrizio Monteverde, ma anche per il tradizionale appuntamento con il tango rappresentato quest’anno da Tango Mon amour della Compagnia Tango Brujo con il coordinamento scenico di Laura Pulin.

A completare il programma va in scena anche l’eleganza del miglior balletto russo con Il lago dei cigni del Russian stars & Moscow State Classical Ballet (nel classico appuntamento del 26 dicembre) e La rosa d’inverno del Novy Balet di Mosca (il 4 marzo 2019), entrambi fuori abbonamento.

Originali e popolari come sempre gli Eventi Speciali promossi per questa stagione dal Teatro Stabile del Veneto a Venezia, tra i quali spicca Ezra in gabbia, un evento speciale inserito nell’ambito del progetto “VenEzra” promosso dalla Regione del Veneto e interpretata da Mariano Rigillo con la quale la città lagunare vuole celebrare il suo rapporto con un grande poeta come Ezra Pound a 70 anni dalla pubblicazione del poema “The Cantos”.

In programma anche tre appuntamenti comici che sapranno intrattenere il pubblico con garbo e ironia: Carlo & Giorgio con Temporary show (spettacolo di Capodanno), Solenghi & Lopez con Massimo Lopez e Tullio Solenghi show e Geppi Cucciari con Perfetta.

Immancabile lo spazio riservato al gospel con tre appuntamenti celebrativi: il concerto di Natale Christmas special guests della Big Vocal Orchestra, il concerto di San Valentino Love Songs dei Joy Singers e il concerto per San Marco della giovane formazione Vocal Skyline.

Il programma è poi arricchito da quello che si annuncia come un vero e proprio evento: il ritorno in palcoscenico a Venezia di un mito assoluto dello spettacolo italiano come il mago Silvan protagonista di La grande magia.

Sono infine in definizione i contenuti della programmazione di teatro ragazzi, di teatro per le scuole, delle consuete Domeniche in famiglia e dei laboratori teatrali (il laboratorio per genitori e figli Family Play a cura di Playy – la via dell’arte, i laboratori per bambini Salti di gioia a cura di Susi Danesin e Isabella Moro, e i laboratori per tutte le età a cura di Mattia Berto), che arricchiranno ulteriormente i programmi dello Stabile.

Sono questi gli ingredienti di una stagione pensata con grande cura, che cerca di incontrare i favori del pubblico ma anche di garantire il più alto livello di qualità, grazie al coinvolgimento di artisti di pregio e alla costruzione di proposte di rilevante valore culturale. Un programma capace di mettere in dialogo le diverse arti della scena, che vuole ribadire la centralità di Venezia come luogo d’arte e di conoscenza, sia sul piano nazionale che internazionale, rivendicando con decisione il ruolo strategico che in questo senso può giocare, oggi più che mai, il Teatro Stabile del Veneto. 

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