IL CARNEVALE, SPIRITO ANTICO DELLA CITTÀ

La Repubblica di Venezia fu spesso descritta nella sua lunga storia anche per le numerose feste che costituivano parte attiva del suo patrimonio culturale. Queste, sono state spesso descritte con attenzione e curiosità sia nei racconti dei viaggiatori stranieri che nelle opere di pittori e incisori che oggi possiamo ammirare tra le collezioni del museo Correr, di Ca’ Rezzonico, della Pinacoteca Querini Stampalia.

Il Carnevale è tra queste, senza dubbio, la più famosa e quella che più si protraeva nel tempo: dal giorno di Santo Stefano a quello delle Ceneri, rappresentava la massima espressione di libertà e provocazione dove tutti, ma proprio tutti, dagli alti prelati al Doge, alla gente del popolo, giravano in maschera con il tabarro e la baùta, travestimento che fu concesso dal 1756 persino alle donne.

Ognuno era al tempo stesso spettatore e attore in un luogo che, più degli altri, rappresentava un palcoscenico perfetto. 

I campi, incorniciati dalle case come quinte teatrali; il Canal Grande, fiancheggiato da sfarzosi palazzi, sedi di balli e feste; la spettacolare Piazza e il suo vasto bacino che rifletteva maestose architetture; tutto nella città, si trasformava in spettacolo. 

Molto è cambiato nel tempo e per quasi due secoli il Carnevale è stato dimenticato. Quello che oggi rimane è il fascino senza tempo di una città dove ancora chiunque può immergersi in quello spirito antico di partecipazione e dove tutti, senza differenza alcuna, possono giocare e divertirsi liberandosi… dalla maschera di tutti i giorni. 

Aspettando il Carnevale…

Come sarà quest’anno il Carnevale?…

È la domanda che in molti si pongono. 

Certo, non sarà quello del formato che in molti conoscono, con i bagni di folla in Piazza San Marco, ma non sarà neanche quello dell’anno passato, tristemente annullato, causa la pandemia.

Ma allora come sarà? Quale sarà la sua formula in un periodo che, nonostante i primi segni di ottimismo, resta legato alle dovute precauzioni?

Il Sindaco e la città stanno lavorando per lanciare un segnale importante, quello che comunque la festa ci sarà.

Una cosa è certa, non ci saranno i grandi eventi a San Marco, non ci sarà il tradizionale Corteo delle Marie e nemmeno la festa veneziana sull’acqua lungo il rio di Cannaregio…

A partire dal 12 febbraio fino al primo marzo ci saranno invece tanti piccoli spazi scenici dove si potrà assistere nella suggestiva cornice di alcuni campi a spettacoli, frammenti di commedia dell’Arte, interventi musicali.

Si potrà naturalmente girare in costume e partecipare ad un concorso, quello della “Maschera più bella”, che supportato da una macchina scenica in Piazza, entrerà quest’anno in rete.

Tra le caratteristiche del Carnevale veneziano ci sono poi le feste: da quelle private nei palazzi a

 quelle negli alberghi, fino ai coinvolgenti Dinner-show al Casinò allestiti nei suntuosi ambienti di Ca’ Vendramin Calergi. 

Anche queste subiranno dei cambiamenti e delle attenzioni particolari (ci vorrà il green pass e probabilmente non si potrà ballare) ma… ci saranno.

Si sta infine approntando un palinsesto di eventi serali nei musei, da affiancare a quello dei teatri e anche un doppio spettacolo sull’acqua all’interno dell’Arsenale.

Di questi appuntamenti, come di tutto il programma, che sarà annunciato qualche giorno prima della manifestazione, daremo pieno spazio nelle pagine del nostro sito www.unospitedivenezia.it e nello “Speciale Carnevale” che vi illustriamo nelle pagine a seguire. Nel sito, oltre alla possibilità di scaricare il calendario della manifestazione, si potranno acquistare tramite un portale, i biglietti delle feste e degli eventi in programma. 

Una cosa è certa, non sarà un Carnevale come tutti conoscono, ma sarà comunque una festa, soprattutto sarà, ancora una volta… il Carnevale di Venezia.

Abbiamo accennato al Carnevale ma l’offerta della città va anche oltre.

Al ricchissimo patrimonio museale (diamo in una sezione l’elenco con i dettagli di praticamente tutti i musei cittadini), si affianca il panorama espositivo proposto dalle mostre d’arte. 

In questo campo è inevitabile consigliare la mostra che più rappresenta la città, Venezia 1600, nascite e rinascite realizzata dai Musei Civici in occasione dei 1600 anni della fondazione di Venezia.

Allestita a palazzo Ducale, nelle sale dove un tempo risiedeva il Doge presenta una scelta di opere di artisti, architetti, uomini di lettere, che raccontano attraverso momenti anche drammatici, la storia della città. 

A questa se ne affiancano altre (vedi apposita rubrica). Segnaliamo comunque per quanto riguarda il vetro e il design, Wirkkala e Zuccheri per la Venini, alle Stanze del Vetro;  quella di Giampaolo Babetto, noto esponente dell’oreficeria inserita nella splendida chiesa di San Giorgio maggiore; quella dello scultore brittanico Tony Cragg, allestita negli spazi del Museo del Vetro; la retrospettiva su Ernani Costantini a Palazzetto Tito; lo speciale allestimento di Baselitz a palazzo Grimani; del fotografo Claudio Gobbi al museo Orientale; e infine, quella dedicata a Romano Barbaro e al suo noto ristorante d’arte, alla Querini Stampalia.

C’è poi lo spettacolo arricchito nel mese dalle programmazioni del Teatro la Fenice e del Teatro Stabile Carlo Goldoni. Il primo, presenta una serie di concerti per il ciclo Musikamera  e un concerto di Veneto Jazz, alle sale Apollinee; i concerti sinfonici diretti da Riccardo Forza e Francesco Lanzillotta; il concerto di musica pop del cantautore romano Claudio Baglioni presso il Teatro Malibran; e ancora, una inedita versione musicale tratta dalla famose opera Le Baruffe chiozziotte di Carlo Goldoni. 

Il secondo proporrà al pubblico quattro produzioni di cui tre in lingua originale.  

Si affiancano inoltre concerti in chiese e palazzi e, per quanto riguarda la Biennale (di cui diamo tutte le date nella sezione dedicata agli appuntamenti dell’anno) una serie di proiezioni dei “Classici fuori Mostra” al Cinema Rossini e il tradizionale Carnevale dei Ragazzi a Ca’ Giustinian. 

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