La Torre dell’Orologio il simbolo del tempo e della città

Il passare del tempo…

Un flusso continuo che gli uomini hanno da sempre cercato di fissare. 

Gli antichi greci lo rappresentavano come un movimento circolare senza mai fine. Al tempo, erano associate scienze come la medicina, la magia, l’astrologia. 

E Venezia non poteva certo fare a meno di avere un riferimento importante che celebrasse appunto lo scorrere del tempo.

Era il febbraio del 1499 quando una torre si affaccia alla Piazza che celebra San Marco. Al suo interno, uno dei tre orologi esistenti al mondo con movimenti meccanici. E’ la Torre dell’Orologio.

L’orologio era il più evoluto e tecnologicamente avanzato dell’epoca, con movimenti non solo del quadrante, ma anche all’altezza della Madonna (con un carosello di statue rappresentanti la Natività) e sulla cima, con i celebri Mori che battono il rintocco dell’ora.

Dall’immagine di copertina lo possiamo ammirare dal suo lato nord fronte Mercerie, la via un tempo più importante della città che collegava il centro politico-religioso di San Marco, a quello commerciale, il polo di Rialto.

Un capolavoro, uno dei tanti che Venezia offre al suo visitatore in questo periodo natalizio ma anche, come detto, un simbolo, quello dello scorrere del tempo e di un auspicio che, con l’arrivo del Natale e del nuovo Anno, possa portare, da una città che ha visto il corso della storia, un nuovo e positivo messaggio di pace nel mondo.

Dicembre veneziano

La torre dell’Orologio come accennato, fa parte dell’immenso patrimonio architettonico-museale veneziano e in particolar modo, di una fondazione, quella dei Musei Civici di Venezia (MUVE) che gestisce, conserva e valorizza, una componente importante del sistema museale della città, con ben 11 musei e oltre 700.000 opere d’arte. Tra questi, il museo di Palazzo Ducale e il museo Correr che, con la Biblioteca nazionale Marciana e l’Archeologico rientrano nel circuito unificato dei Musei di Piazza San Marco.

Si aggiungono poi altre importanti collezioni, a partire dai musei Statali (Gallerie dell’Accademia, Galleria Franchetti…) e da musei a gestione privata (Collezione Peggy Guggenheim, Punta della Dogana, Pinacoteca Querini Stampalia…). Non solo, per quanto riguarda il patrimonio artistico-culturale, una parte importantissima è quella rappresentata dalle chiese, in primis dalla Basilica di San Marco, alla quale si affiancano per importanza quella di Santa Maria gloriosa dei Frari e dei SS Giovanni e Paolo. 

Ma qual è il motivo che ci ha portato fin qui? 

Ce ne sono almeno due. Il primo perché pensiamo che una buona conoscenza della città parta proprio dalla sua storia e quindi dalle collezioni che la raccontano e, in secondo luogo, perché riteniamo che questo periodo, quello invernale, sia proprio il più adatto, quello che forse più invoglia a scoprire la città da un aspetto diverso, quello forse più nascosto, rappresentato dal fascino romantico dei suoi palazzi, che conservano oggi veri e propri scrigni d’arte e di storia.

Forse anche per questo, i Musei Civici hanno pensato, quale regalo ai propri visitatori, di ampliare fino alle 23 l’orario di accesso dei due principali musei, il Ducale e il Correr, nel periodo che idealmente farà da ponte alla festa della Immacolata (3-7 dicembre) e, dal 17 dicembre al 9 gennaio, da venerdì a domenica sera. 

Da questa data inoltre i Musei Civici saranno aperti tutti i giorni. 

Con i musei, un’altra occasione di conoscenza in città. sono le mostre d’arte.  Chiusa da pochi giorni (con un record di presenze) la Mostra internazionale di Architettura, il panorama espositivo continua ad offrire spunti interessanti a partire dalla mostra con la quale la città celebra, proprio a Palazzo Ducale, nelle stanze un tempo appartenute al Doge, i suoi 1600 anni di storia. 

Venezia 1600, nascite e rinascite, questo il titolo, racconta attraverso una scelta di straordinari opere di artisti, architetti, uomini di lettere, alcuni momenti cruciali della storia della città, appunto dalla sua nascita, fino alla seconda più disastrosa “acqua alta” della sua storia, quella del 2019. Un racconto che comunque si conclude con uno sguardo ottimistico verso nuove future sfide che la città dovrà affrontare per una salvaguardia del suo ambiente e dei suoi tesori.

Ancora per l’ambito espositivo si aggiungono: per il contemporaneo, la personale di Bruce Nauman alla Punta della Dogana; per l’arte moderna, Migrating Objects alla Collezione Peggy Guggenheim; per il design, Tapio Wirkkala e Toni Zuccheri alla Venini, alle Stanze del Vetro e Tony Cragg al Museo del Vetro di Murano; per la fotografia, Mario De Biasi ai TreOci e HyperVenezia a Palazzo Grassi. 

Continuano poi anche le due interessanti mostre presentate a Palazzo Franchetti: Campigli e gli Etruschi e Power & Prestige quest’ultima promossa dalla Fondazione Ligabue. 

Segnaliamo infine l’esposizione dedicata al nuovo Centro di Chirurgia pediatrica di Emergency in Uganda su progetto di Renzo Piano, allestita presso la sede veneziana alla Giudecca della nota associazione umanitaria fondata da Gino Strada.

Il periodo invernale invoglia naturalmente anche allo spettacolo. 

Ai numerosi concerti nei palazzi si inserisce la programmazione dei teatri a partire da quella del Teatro La Fenice che chiuderà il mese con l’atteso concerto di Capodanno presentato in tre serate. 

Prosa e commedia dell’arte saranno invece protagoniste al Teatro Stabile Carlo Goldoni e al piccolo ma suggestivo Teatro a L’Avogaria.

Agli eventi che presentiamo per quanto ci è possibile nelle pagine a seguire, si aggiunge la coinvolgente atmosfera del Natale offerta dalle luminarie, dalle scintillanti vetrine di boutique e negozi, dai tradizionali mercatini, dalla pista sul ghiaccio in campo San Polo e, naturalmente, dalle numerose chiese dove si potranno ammirare presepi e opere d’arte, assistere a concerti e funzioni, fra tutte, quelle della vigilia e del giorno di Natale officiate dal Patriarca di Venezia nella monumentale basilica di San Marco.    D. R.

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