La città… e il suo Natale

Un’immagine di una Venezia festosa apre questo numero di dicembre: è il concerto di fine anno che la città, rappresentata dal suo storico Teatro La Fenice, promuove come simbolo e auspicio di un prossimo, migliore, futuro. Quest’anno però, forse, sarà qualcosa di diverso.

Come tutto il mondo ha saputo il mese di novembre ha segnato uno dei momenti più difficili per la storia della città.

Una impressionante serie di alte maree (“acque alte” come le chiamano i veneziani) tra cui quella del 12 novembre, seconda solo a quella del 1966, anno in cui si ricorda anche l’alluvione di Firenze – città che possiamo considerare per storia e cultura sorella di Venezia – hanno messo in ginocchio l’intera città.

Attività commerciali e turistiche, residenze private e zone monumentali, come la basilica di San Marco, sono state messe a dura prova. Una marea superiore a quella sul livello del mare di un metro e 87 centimetri, inferiore di soli sette centimetri a quella storica del novembre del ’66, sospinta da un vento a cento chilometri orari, ha letteralmente sommerso la città infierendo danni a tutte le sue strutture e ferendo psicologicamente, oltre che materialmente, i suoi abitanti.

La natura a volte sa essere dura con l’uomo e chi ha costruito questa città sull’acqua, oltre mille anni fa, lo sa bene. E lo sanno bene anche i veneziani che nonostante tutto oggi ancora ci vivono e che, ancora una volta hanno saputo riprendersi.

La città allora è di  nuovo pronta nella sua veste migliore ad accogliere chi la ama e, soprattutto, chi la rispetta.

Musei, chiese, ristoranti, negozi, alberghi, artigiani, gondolieri, cittadini, tutti insieme, hanno già ripreso le loro attività

E noi, come sempre da oltre quarant’anni, dal nostro piccolo, e grazie ai nostri inserzionisti, questa offerta la presentiamo in queste pagine.

Ecco allora, come sempre facciamo in apertura, qualche spunto sugli eventi e su ciò che questo mese offrirà ai visitatori della nostra città.

Partiamo proprio dal Teatro La Fenice e dalla immagine che da sempre lo distingue, l’araba fenice, l’uccello mitologico simbolo della rinascita, rinascita che questo vero e proprio tempio della musica ha provato sulla sua pelle per ben due volte, nel suo caso dalle fiamme.

Il mese parte con il Don Carlo, l’opera verdiana che ha da poco inaugurato la nuova stagione lirica con le sue ultime due rappresentazioni (2 e 7 dicembre). Nel periodo prenatalizio, il palcoscenico del Teatro Malibran ospiterà poi cinque recite del Pinocchio del compositore vicentino Pierangelo Valtinoni (dal 13 al 21 dicembre).

Per la stagione musicale segnaliamo invece la

Sinfonia n. 9 di Gustav Mahler, l’ultima che il compositore boemo riuscì a terminare con l’Orchestra della Fenice diretta dal maestro Myung-Whun che sempre con l’orchestra del teatro condurrà il concerto Capodanno, eseguito in quattro

serate dal 29 dicembre al primo gennaio.

Ancora per la musica ricordiamo la serata con il

noto cantautore e scrittore Vinicio Capossela che presenterà il suo ultimo album (15 dicembre) e il tradizionale appuntamento con il Concerto di Natale affidato al Coro della Cappella Marciana guidato da Marco Gemmani, nella suggestiva scena della basilica di San Marco (17 e 18 del mese).

Altra importante programmazione per quanto riguarda lo spettacolo è quella del Teatro Stabile Carlo Goldoni.

Si parte il 4 dicembre con un personaggio iconico della musica contemporanea quale Manuel Agnelli frontman degli Afterhours per proseguire con una serata improntata sulla satira proposta dal popolare comico Enrico Bertolino (6 dicembre) e con quattro rappresentazioni di Una banca popolare, commedia firmata da Romolo Bugaro (dal 12 al 15 dicembre).

Il periodo natalizio prenderà poi il via con il concerto di Natale con protagonista il popolare autore dei Pooh, Red Canzian (18 dicembre) e seguirà con le due emozionanti serate di My favorite Christmas, con il coro di 200 voci della Big Vocal Orchestra (21 e 22 dicembre), per chiudere con la festosa serata di Capodanno con uno speciale Don Chisciotte ispirato alla Commedia dell’Arte.

Dai teatri, ai musei (diamo di questi a parte l’intero panorama) fino alle mostre: sono in effetti questi i must di una città da sempre votata all’arte.

Chiusa la parata espositiva della Biennale, la città continua infatti ad offrire alcune importanti occasioni per appassionati e non.

Si parte da Palazzo Ducale e l’arte del Rinascimento con i capolavori dei musei fiamminghi “Da Tiziano a Rubens”, mostra che raccoglie 80 dipinti (ma anche disegni, vetri e statue) alcuni di questi addirittura mai presentati al pubblico. C’è poi l’arte moderna con la mostra Peggy Guggenheim, l’ultima dogaressa dedicata alla grande collezionista americana, che ricorda i settant’anni della sua prima esposizione alla Biennale e i quaranta dall’apertura della celebre collezione a Ca’Venier dei Leoni, appunto, l’odierna Collezione Guggenheim; e l’arte contemporanea, presentata dalla Fondazione Pinault con le mostre di

Palazzo Grassi –  l’antologica di Luc Tuymans – e

la spettacolare collettiva Luogo e Segni di Punta della Dogana.

Ancora per la pittura, questa volta a cavallo tra Otto e Novecento, il mese offre a Ca’ Pesaro la bella antologica sul paesaggista della Scuola di Burano, Umberto Moggioli.

C’è poi la rassegna storica su Francesco Morosini “ultimo eroe della Serenissima” allestita negli spazi del Museo Correr.

Il vetro (mai assente dalla scena artistica veneziana) è il protagonista della mostra sull’opera alla Venini dell’artista americano Thomas Stearn presso Le Stanze del Vetro, e quella sul maestro muranese Livio Seguso, al museo del Vetro, a  Murano.

Per la fotografia infine, l’occasione principale è offerta dall’antologica sul maestro siciliano Ferdinando Scianna visibile negli spazi della Casa dei Tre Oci, alla Giudecca.

Non solo. Il Natale a Venezia sarà ancora rappresentato dai concerti e dai presepi allestiti nelle antiche chiese; dalla messa solenne officiata dal Patriarca durante la notte di Natale, in basilica San Marco; dall’albero di Natale in Piazza; dalle vetrine addobbate dei negozi e degli artigiani; dal mercatino dell’antiquariato di Campo San Maurizio, dal campo di pattinaggio sul ghiaccio a San Polo; dallo spettacolo dei fuochi sull’acqua di fine anno…

Certo, questo non sarà per Venezia un Natale come gli altri, le luci forse non splenderanno come gli anni passati ma, ne siamo certi, i veneziani e tutti quelli che le sono e le saranno vicini in questo Natale non mancheranno di dimostrarle ancora una volta il loro amore.

A tutti loro e alla nostra città, noi di un Ospite di Venezia, vogliamo ancor più in questa occasione augurare un sentito Buon Natale, con la speranza che presto possa entrare in funzione quel sistema di protezione, chiamato MO.S.E che, da tanto tempo atteso, possa per gli anni futuri proteggere questa straordinaria città, da sempre, non solo dei veneziani, ma all’intera umanità. D. R.

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