{:it}Novembre tra arte e tradizione{:}{:en}November between art and tradition{:}

{:it}Lo sguardo languido di due innamorati, Rinaldo e Armida, interpreti di un celebre passo della letteratura italiana, quello della “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso.

A riprenderli nel loro immaginario amoroso è Francesco Hayez, al tempo giovanissimo, pittore veneziano che passerà alla storia come artista innovatore e poliedrico. Il dipinto, conservato presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia, è oggi il simbolo di una mostra che assume per la città un’importante valenza: quella di segnare l’anno delle celebrazioni del bicentenario del museo veneziano, appunto le Gallerie dell’Accademia.

“Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia”, questo il titolo della mostra che sarà visibile fino al 2 aprile 2018, propone con un importante nucleo di opere, la voglia di riaffermare, dopo la fine della Serenissima Repubblica (1797), il rilancio della millenaria storia della città attraverso una nuova stagione culturale che prenderà il via da un grande museo. Artefici di questa spinta partita da un episodio importante come quello della restituzione da parte della Francia della celebre quadriga di San Marco (1815), furono tre uomini: Antonio Canova, maestro assoluto del neoclassicismo e nume tutelare del progetto; il conte Leopoldo Cicognara, intellettuale e primo presidente dell’Accademia di Belle Arti e, appunto, Francesco Hayez, caposcuola della pittura romantica italiana che seppe dare una caratterizzazione al nuovo museo tra valori del patrimonio storico e quelli dell’arte del suo tempo.

La mostra, articolata in nove sezioni tematiche, presenta al pubblico un centinaio di opere e,  per la prima volta dopo 200 anni, della serie di manufatti inviati nel 1818 alla corte di Vienna per il quarto matrimonio dell’imperatore Francesco I e noti come l’ “Omaggio delle Province Venete”: tra questi la famosa Musa Polimnia di Canova. Un biglietto unico, darà inoltre la possibilità di visitare le straordinarie collezioni del museo.

Questa è una delle molte occasioni offerte dal panorama espositivo veneziano del periodo. Tra le altre, ricordiamo ancora per questo mese la Biennale Arte, diffusa tra i vasti spazi dei Giardini e l’Arsenale, ma anche in molte sedi sparse in città (fino al 27); The Captain Lied complesso progetto espositivo della Fondazione Prada, a Ca’ Corner della regina (fino al 26); Intuition, mostra tra passato e contemporaneo con opere della collezione Vervoordt a palazzo Fortuny (fino al 27); Magister Giotto, spettacolare racconto per parole, musica e immagini dedicato ad uno dei maestri della pittura medievale italiana (fino al 23).

 

Prosegue invece il grande progetto espositivo di Damien Hirst, allestito tra la Punta della Dogana e Palazzo Grassi; la prima mostra mai dedicata al Simbolismo mistico, Il “Salon de la Rose+Croix” a Parigi 1892–1898, presentata dalla Collezione Peggy Guggenheim; la sfavillante mostra sui “Tesori dei Moghul e dei Maharaja” provenienti dalle Collezioni Al Thani, a Palazzo Ducale; i Capolavori dell’arte orafa di Buccellati presso le Sale monumentali della Marciana; i raffinati Vetri trasparenti di Vittorio Zecchin alla Fondazione Cini, le fotografie di reportage di Werner Bischof presso la Casa dei tre Oci alla Giudecca.

Alle mostre e agli spettacoli, tutti o quasi presentati nelle pagine a seguire, si aggiunge nel panorama novembrino un evento particolarmente sentito in città: la Festa della Madonna della Salute. La ricorrenza, in calendario martedì 21 novembre, vedrà la costruzione di un ponte flottante lungo le due sponde del Canal Grande per consentire il pellegrinaggio della folla che si recherà a compiere il tradizionale atto di devozione alla Madonna. Un occasione diversa per conoscere la città…

D.R.{:}{:en}The languid gaze of two lovers, Rinaldo and Armida, the characters of a famous passage in Italian literature, the one in “Gerusalemme liberata” by Torquato Tasso.

They are depicted in their lovers’ imagery by Francesco Hayez, who was very young at the time, a Venetian painter who would go down in history as an innovative and multifaceted artist. Preserved at the Galleries of the Accademia in Venice, this painting is the symbol of an exhibition which embodies an important value for the city nowadays: it marks the bicentennial celebrations year for this Venetian museum, the Gallerie of the Accademia themselves.

Canova, Hayez, Cicognara. The final glory of Venice”, the title of this exhibition that will be open until 2nd April 2018, is flooring the intention to reassert a revival of the millennial history of the city through a new cultural season, following the end of the Serene Republic (1797), starting from a great museum with an important collection of works. The initiators of this reassertion, springing from an important episode such as the return on the part of France of the famous equestrian quadriga of St. Mark’s (1815), were three men: Antonio Canova, an absolute master of neoclassicism and mentor of the project; count Leopoldo Cicognara, an intellectual and the first president of the Academy of Fine Arts and Francesco Hayez himself, the spearhead of Italian Romantic painting, who was able to impart a character, between the values of historic heritage and the art of his period, to this new museum.

The exhibition, set out in nine themed sections, is presenting about one hundred artworks to the public and, for the first time after 200 years, of the series of artefacts sent in 1818 to the Viennese court for the fourth wedding of emperor Francis I, known as the “Veneto Provinces Tribute”: including the famous Polymnia Muse by Canova. One single ticket will also offer the opportunity of exploring the wonderful collections at the museum.

This is one of the many opportunities offered by the Venetian exhibitions scene of this period. Among the other ones, we may recall the Art Biennale, still for this month, spread out over the vast spaces at the Giardini and the Arsenal, but also in many venues scattered throughout the town (until the 27th); The Captain Lied, a complex exhibition project by the Prada Foundation at Ca’ Corner della Regina (until the 26th); Intuition, an exhibition between the past and the contemporary, with artworks from the Vervoordt collection, at Palazzo Fortuny (until the 27th); Magister Giotto, a spectacular story in words, music and images dedicated to one of the masters of Italian medieval painting (until the 23rd).

 

Instead, the great exhibition project by Damien Hirst, set up between the Punta della Dogana and Palazzo Grassi is continuing; the first exhibition ever to be have been dedicated to Mystical Symbolism, TheSalon de la Rose+Croixin Paris 1892–1898, presented by the Peggy Guggenheim Collection; the sparkling exhibition on the “Treasures of the Moghuls and Maharajas” from the Al Thani Collections at the Doge’s Palace; the Gold art masterpieces by Buccellati at the monumental Salons in the Marciana Library; the sophisticated Transparent glass by Vittorio Zecchin at the Cini Foundation, the reportage photographs by Werner Bischof at the Casa dei tre Oci at the Giudecca.

A particularly heartfelt event in town may be added to the November scenario of exhibitions and shows, all or almost all of them featured in the following pages: the Fête of the Madonna della Salute or Health. This recurrence, scheduled on Tuesday 21st November, will feature the construction of a floating bridge between the two quays of the Grand Canal to allow the pilgrimage of a crowd going to perform its traditional act of worship to the Madonna. A different opportunity for getting to know the city…{:}

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